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ROMA – Dopo stazioni, aeroporti e porti, perchè non far salire le guardie giurate anche in barca? E’ la proposta del deputato Gregorio Fontana (PdL), che rileva che le navi mercantili italiane sono particolarmente vulnerabili, non potendo disporre di personale armato a bordo (cosa invece ammessa dalle legislazioni di gran parte degli altri paesi). L’On. Fontana chiede quindi che il Parlamento esamini urgentemente la proposta di legge di cui egli è promotore (n° 3406 – Disposizioni concernenti lo svolgimento di servizi di vigilanza privata per la protezione delle navi mercantili italiane in altomare contro gli atti di pirateria). La proposta prevede la possibilità per gli armatori di imbarcare personale armato per garantire la sicurezza sulle navi.

Peccato che nessuno abbia informato l’On. Fontana che le guardie giurate, allo stato attuale, possono solo garantire la sicurezza di beni mobili e immobili, e quindi sono le meno titolate a sparare sui pirati e difendere passeggeri, personale di bordo e anche se stesse da un attacco dei pirati. Di questo dovrebbe essere informato anche l’On. La Russa, che sostiene che sia sufficiente emanare un Decreto che equipari le barche alle banche (in fondo basta cambiare la R con la N, che ci vuole?!). A quanto però ci risulta, per cambiare una legge (TULPS) occorre un atto di pari forza normativa…E voi, amiche GPG, che ne dite? Ve lo volete fare un giretto in alto mare?
Intanto leggetevi la proposta.

Proposta di legge per imbarcare la vigilanza privata sulle navi mercantili
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