euro

Cash in transit, o per meglio dire war in transit.
Al grido di “lotta al contante”, si è infatti aperto il seminario di Banca d’Italia sull’evoluzione della funzione di emissione del contante. Una guerra che danneggia, ovviamente, chi il contante lo tratta e lo trasporta.

Come ha ricordato lo scorso 15 febbraio il Vice Direttore di Bankitalia Giovanni Carosio, l’attività è stata interessata da forti cambiamenti delle norme e delle prassi operative. Il Regolamento CE n. 44/99 ha innovato il contrasto alla falsificazione e a breve arriveranno nuovi provvedimenti dell’Eurosistema sul ricircolo del contante. Anche il quadro normativo italiano dovrà quindi essere aggiornato. Contestualmente, la Banca d’Italia sta completando il progetto di riorganizzazione delle Filiali. Proprio a questo tema era dedicato l’intervento di Filippo Anfosso, con un focus sulle filiali specializzate in trattamento del contante. E’ seguito l’intervento di Rufino Renzetti Lorenzetti sulle innovazioni nella gestione del contante e sullo stato di attuazione del Framework. E’ poi intervenuto Domenico Santececca (ABI Associazione Bancaria Italiana) sul tema del miglioramento delle infrastrutture per la gestione del contante. In linea generale, gli interventi convergevano sul tema della guerra al cash. Si stima infatti che in Italia l’emissione di banconote rappresenti il 18% della circolazione nell’eurosistema, con costi – anche di sicurezza – molto elevati che ricadono sui cittadini. Il contante costerebbe infatti a ciascuno di noi 128 euro all’anno. Il sistema bancario dichiara quindi guerra al cash, ma soprattutto guerra ai costi del cash. Ahinoi, sicurezza e trasporto valori inclusi.
Per Assovalori ha replicato il vicepresidente Paolo Spollon con un intervento sugli effetti rivenienti della riorganizzazione territoriale di Banca d’Italia nella gestione fisica del contante. Si è infatti conclusa la prima (dura) fase del Piano Draghi, che ha comportato la chiusura di 39 Filiali per la gestione del contante. Le nuove prescrizioni normative hanno imposto alle imprese di trasporto valori di dotarsi di mezzi idonei, sia per dimensioni, sia relativamente ai dispositivi di sicurezza prescritti, con conseguenti investimenti economici. Questo per contrastare l’aumento del rischio di attacchi, dovuto alla lunga percorrenza su tragitti situati fuori dai percorsi cittadini e all’elevato ammontare delle somme trasferite. Si è poi reso necessario individuare una nuova filiale di Banca d’Italia in accordo con la Banca Centrale, ove indirizzare le operazioni di consegna/prelievo del contante. La prima criticità è emersa dalla distanza tra la sala di trattamento del denaro e la Filiale di Banca d’Italia. Si è poi resa necessaria un’immediata riorganizzazione delle risorse umane determinata dall’aumento di ore/GPG (indispensabile a gestire adeguatamente i servizi).
Ma – ha continuato Spollon – quando le imprese hanno avanzato richieste economiche per adeguare le tariffe all’aumento dei costi, le reazioni della clientela sono state a dir poco tiepide.
Banche e Poste, per parte sua, ha ridotto il numero dei servizi di circa il 20% per processi di riorganizzazione e reingenierizzazione del flusso del contante. La riduzione del numero dei servizi ha comportato un generale innalzamento delle somme trasportate per singolo servizio. Come effetto indiretto, sono aumentati i valori in giacenza presso i depositi di oltre il 15%. E quindi i premi delle polizze assicurative, che sono cresciuti sia per l’aumento delle giacenze, sia per le somme trasportate.
L’auspicio di Assovalori è ora nel segno dell’allungamento del nastro orario di apertura delle filiali di BanKitalia, dall’attuale 8:30-13:30 a uno nuovo 8:30-15:00. Assovalori ritiene inoltre utile un approfondimento sul tema delle “compensazioni” tra clienti diversi all’interno delle giacenze di uno stesso Centro di trattamento del contante.
Le considerazioni conclusive sono state affidate a Carlo Pisanti (Direttore Centrale per la Circolazione Monetaria di Bankitalia). Erano presenti all’evento anche rappresentanti del Ministero dell’Interno, dell’ABI, di Poste Italiane, AssVigilanza Federsicurezza, Assovalori e Assiv.

 

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