Videolottery: la vigilanza privata la fanno i portieri

21 Mar 2012

di Ilaria Garaffoni

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Sarà la crisi o piuttosto la disperazione, ma affidarsi alla dea bendata sta diventando un’ossessione per molti italiani. E un business notevole per chi investe nel mercato delle scommesse. Dal 2006, quando il gioco ha cominciato ad essere liberalizzato, sono infatti spuntate come funghi videolottery, casino online e slot machine. Anche il nuovo decreto fiscale salva il settore giochi e non c’è da stupirsi, visto che lo stato incamera fior di tasse e il giro d’affari è pauroso. Inutile dire che dove si maneggia denaro, il rischio criminalità è alto.

Lo stato prevede varie disposizioni per la lotta all’illegalità e alle infiltrazioni mafiose (a partire dall’iscrizione nell’elenco presso i Monopoli di Stato), e tuttavia i servizi di security interna ed esterna agli ambienti di scommesse può essere curata da portieri disarmati.
Questo si legge in un’interrogazione al ministero dell’Interno avanzata dall’Associazione ANIVP.
La valutazione sulla pericolosità delle varie videolottery è demandata alle prefetture, che valuteranno dunque caso per caso se mandare guardie giurate o semplici portieri a fare la sicurezza. A voi le valutazioni.
Clicca qui per leggere la risposta all’interrogazione

Clicca qui per scaricare la Circolare Vigilanza Privata Videolottery

 

I Video

https://www.anivp.it/

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