La riforma prende forma: ottimismo al Viminale

06 Dic 2009

di Ilaria Garaffoni

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Ne parliamo con Valter Crudo, Direttore dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale con funzioni di Vice Presidente della Commissione Consultiva Centrale.

Come procedono i lavori in Commissione Consultiva Centrale? Può darci un’idea delle tempistiche di emanazione dei decreti attuativi del DPR di riforma 153/2008?
I lavori della Commissione procedono alacremente, ma la materia da regolamentare è molto complessa. Per questo motivo si è deciso di creare delle sottocommissioni tematiche (capacità tecnica e formazione professionale) che stanno predisponendo le bozze da sottoporre alla Commissione in seduta plenaria.  Credo che per l’inizio del nuovo anno avremo la bozza di decreto in materia di capacità tecnica e qualità del servizio da sottoporre al Consiglio di Stato per il parere.

Se sulla capacità tecnica e sulla formazione c’è un sostanziale allineamento delle posizioni, restano però alcuni nodi irrisolti. Soprattutto network e c.d. area grigia della vigilanza disarmata si aprono tuttora a diverse ipotesi di regolamentazione: ci può dare qualche anticipazione?
Quella della regolamentazione dei network e del portierato rappresenta sicuramente una delle questioni maggiormente problematiche tra quelle sul tappeto.
E’ però chiaro a tutti che queste due questioni potrebbero non trovare adeguata soluzione in sede di regolamento attuativo, necessitando quindi di un intervento normativo di più ampio respiro, come peraltro chiedono le parti sociali.

Restano dubbi operativi anche in relazione al nuovo DM che regolamenta le figure dei buttafuori: ad esempio la possibilità che la formazione, che dev’essere fornita dalle Regioni, venga somministrata in 21 diversi modi sul territorio italiano. Qual è l’orientamento del ministero?
Premesso che non si tratta di “buttafuori” ma di personale addetto al controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo, bisogna sottolineare che la formazione professionale è, come prevede la Costituzione, competenza esclusiva delle Regioni.
Pertanto il D.M. 6 ottobre 2009 ha fissato le aree tematiche di formazione (giuridica, tecnica e psicologico-sociale) ma dovranno essere le regioni a fissare modalità e condizioni per l’erogazione dei corsi di formazione. Mi risulta comunque che sia stata interessata la Conferenza delle Regioni sulla necessità di individuare linee guida per garantire standard minimi uniformi.

Clicca qui per scaricare D.M. 6 Ottobre 2009

 

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