Due CCNL per gli investigatori privati: come funziona?

03 Feb 2012

di Ilaria Garaffoni

dubbio

 Egregio Direttore,
colgo l’occasione per farle i complimenti per il lavoro di informazione che svolge tramite il sito, una vera “perla” per il nostro settore! Vorrei porgerle un quesito: sono assunto presso un’agenzia investigativa della Lombardia a tempo indeterminato al 6° Livello del CCNL Sicurezza Sussidiaria non armata e degli Istituti Investigativi“, entrato in vigore il 1/1/2011. Ho appreso dal vostro giornale che è stato stipulato un nuovo CCNL per la Sicurezza Sussidiaria da parte di Federpol ed altri. Ci sarà un passaggio a questo nuovo contratto per tutti o ci ritroveremo con due CCNL per la stessa tipologia di lavoratori? Grazie e cordiali saluti, FF.

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Caro amico
risponde Giuseppe Giurlanda – uno degli estensori, per la parte datoriale, del nuovo contratto Federpol/Confsal.

“Il passaggio da un contratto all’altro non è obbligatorio.
L’adesione ad un contratto collettivo o ad un altro dipende dal fatto che l’agenzia da cui lei dipende aderisca al sistema associativo di AISS (firmatario dell’attuale contratto al quale lei è assoggettato), oppure al sistema Federpol (firmatario del nuovo contratto).
Questo perché i contratti collettivi di Lavoro non valgono per chiunque (erga omnes, come si dice in gergo), ma vincolano soltanto le parti stipulanti: il datore di lavoro può quindi scegliere il contratto stipulato dall’Associazione a cui aderisce la propria azienda.

Entrando nel dettaglio tecnico, il fondamento della validità di un CCNL starebbe nella rappresentanza delle Associazioni datoriali e sindacali che lo stipulano: il primo riferimento normativo per individuare i sindacati maggiormente rappresentativi è l’art. 39 della Costituzione, che indica il parametro della consistenza associativa. Il citato art. 39, al comma 4, stabilisce infatti che i sindacati registrati abbiano personalità giuridica e possano, purché rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alla categoria.
Tuttavia l’art 39 non ha trovato applicazione, perché le organizzazioni sindacali (per scelta) non hanno acquisito la personalità giuridica necessaria. Quindi il concetto di “sindacato maggiormente rappresentativo” è tuttora nebuloso, e benché si siano fatti dei passi avanti sul versante della rappresentanza (Legge n° 148 del 14 Febbraio 2011, Accordo Interconfederale del Giugno 2011; Legge ARAN per il Pubblico impiego), la letteratura sindacale e la giurisprudenza sono tuttora controverse.

Tanto premesso, vengo al suo ultimo quesito: perché un settore tutto sommato di nicchia si trova con due contratti collettivi distinti.
Per sgombrare il campo da equivoci, mi preme specificare le ragioni per le quali Federpol non ha aderito al CCNL sulla Sicurezza Sussidiaria non Armata degli Istituti Investigativi Privati, stipulato da AISS ed altri. Due le riflessioni di base:

1) A quel tempo AISS era neocostituita e non disponeva ancora, a quanto era dato sapere, di una presenza minimale sul territorio. Le altre Associazioni datoriali firmatarie non garantivano poi una forte presenza nel settore. Ciò avrebbe potuto originare, a giudizio di Federpol, delle vertenze territoriali che avrebbero potuto mettere anche in discussione la legittimità della rappresentanza, col rischio di invalidare il CCNL.

2) A giudizio di Federpol, alcune mediazioni riportate nel CCNL (es. Ente Bilaterale – Formazione ecc) parevano forzate e avrebbero difficilmente potuto trovare cittadinanza nel settore delle investigazioni”.

 

Beppe Giurlanda

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