Gli investigatori privati a congresso

01 Giu 2015

di Ilaria Garaffoni

Federpol 2015Nuove interlocuzioni e dibattito sulle modifiche al DM 269/2010 che toccano le investigazioni private: questi i temi centrali del 58° Congresso nazionale Federpol (Federazione nazionale degli istituti privati per le investigazioni, le informazioni e la sicurezza), concluso con successo il 29 maggio con uno spaccato sul “Ruolo sociale del detective privato” e la presentazione di un progetto targato Federpol dedicato al contrasto alla violenza sulle donne e sui minori.

Chiariti alcuni punti controversi (dal fatto che l’esperienza lavorativa nelle forze di polizia è alternativa solo all’esperienza professionale investigativa ma non anche al titolo di studio richiesto, all’endemico ritardo nell’emissione del tesserino da investigatore, per il quale occorrerebbe un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze – che non arriva per problemi finanziari), Vincenzo Acunzo, Coordinatore UO per la vigilanza privata del Dipartimento di PS presso il ministero dell’Interno, ha introdotto il tema del contrasto all’abusivismo. “Un fenomeno che si può combattere solo con la professionalità” – ha detto Acunzo. “Nella vigilanza abbiamo introdotto la certificazione e ci stiamo ragionando anche per il settore investigativo, dal momento che in UNI già si parla di una norma di qualità per il settore”. Agatino Napoleone, Presidente di Federpol, nel sottolineare le differenze strutturali e dimensionali della vigilanza rispetto alle realtà investigative, ha comunque ricordato che una commissione Federpol già raccoglie le segnalazioni sull’abusivismo e sarebbe più che disponibile a mettersi al servizio delle sezioni PAS sul territorio.

Tra le altre ipotesi de iure condendo, Acunzo ha lanciato l’idea di un articolo “134 ter” del TULPS, possibile contenitore per le figure del portierato e magari anche degli ex-buttafuori e degli steward, attualmente regolati con strumenti normativi diversi ma che in futuro potrebbero richiedere anch’essi una “minilicenza”, naturalmente calibrata alle funzioni e alle prerogative richieste. Un’idea condivisa non solo da Federpol ma anche da Federsicurezza (che raccorda le Associazioni della Vigilanza Privata ed alcune realtà del portierato), che – invitata al podio – ha ribadito l’importanza di normare i servizi fiduciari e di semplificare le sigle di rappresentanza, non solo per sgombrare il campo da abusi e furberie, ma anche per fare fronte comune rispetto ad una committenza che gioca sempre più al ribasso, ignorando la specialità dei servizi offerti dai due settori. “Investigazioni e vigilanza sono segmenti diversi della stessa filiera della sicurezza” – ha concluso il Presidente di Federpol Napoleone. “Siamo aperti a sviluppare temi e condurre assieme alcune battaglie condivise per far sentire forte e chiara la voce della sicurezza privata”.

Importanti, a tal fine, anche le interlocuzioni aperte quest’anno da Federpol con l’Autorità Garante per la riservatezza, con la richiesta di esenzione dall’obbligo di fornire l’informativa prevista dal Codice Privacy quando tale adempimento possa compromettere l’attività d’indagine e/o l’incolumità dell’investigatore privato. Altro rilevante e dibattuto tema posto all’attenzione dell’Authority nel 2015 è stato l’accesso alle banche dati della Pubblica Amministrazione (INPS, anagrafe tributaria, ecc.). I rappresentanti del Garante, presieduti dal Dott. De Paoli, si sono mostrati favorevoli all’apertura di un tavolo tecnico, confermando il ruolo cardine di Federpol nel panorama nazionale della rappresentanze dell’investigazione privata.

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