AISS-Federterziario agli Stati Generali dell’economia: rilanciare gli eventi con la sicurezza al centro

Nel contesto degli Stati Generali dell’economia, sono state presentate anche le proposte di FederTerziario – AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, per far ripartire l’industria degli eventi – la prima a fermarsi e l’ultima a ripartire. Occorrono infatti misure urgenti per evitare la chiusura di migliaia di imprese connesse al settore eventi, convegni ed eventi fieristici e sportivi, una filiera che genera oltre 30 miliardi di fatturato annuo. “Non possiamo pensare che gli interventi siano limitati alla cassa integrazione” – dichiara Franco Cecconi, Presidente AISS. “Interventi mirati sul settore della sicurezza consentirebbero il reintegro di professionalità, vedi addetti ai servizi di controllo e steward, per gestire i flussi all’interno delle attività economiche di natura commerciale, ora in mano a personale spesso privo di requisiti. Auspichiamo che il Governo convochi presto un tavolo con gli operatori del settore”.

Di seguito le proposte presentate dal responsabile relazioni istituzionali di AISS, Claudio Verzola.

Servizi di sicurezza, gestione flussi, distanze e contingentamento connessi all’emergenza epidemiologica da Covid -19

Considerato il blocco del settore fieristico, eventi, concerti e spettacoli, al fine di utilizzare personale professionalmente preparato si richiede un intervento legislativo, per tali servizi, finalizzato all’utilizzo del personale dipendente da agenzie in possesso di licenza di polizia ai sensi dell’art. 134 T.UL.PS, ovvero addetti ai servizi di controllo ex D.M. 6 ottobre 2009. Si chiede che si espliciti che questi servizi daranno luogo ad un bonus sotto forma di credito d’imposta fino al 60%, così come previsto dal DL, per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Si richiede inoltre, appellandoci all’alta funzione dell’Autorità di P.S., ribadita dalla circolare del 14 aprile scorso del Ministero dell’Interno, di dar vita con la massima urgenza ad un confronto con le Parti sociali coinvolte nel mondo dell’Event Industry e dell’intrattenimento e spettacolo.

Cassa integrazione

Si ritiene necessario allungare la Cassa Integrazione per ulteriori 18 settimane con la possibilità di richiesta per singolo lavoratore e non esclusivamente per azienda.

Sburocratizzazione delle procedure amministrative

Si ritiene che occorra dare un forte impulso alla semplificazione e quindi alla sburocratizzazione in materia autorizzativa ed amministrativa in genere, al fine di rendere efficaci in tempi brevissimi le misure adottate dal Governo. Tante agevolazioni e iniziative si bloccano per intoppi burocratici di cui le aziende soffrono. Quindi è quanto mai necessario l’avvio di un processo di semplificazione che sia occasione non di de-regolazione, ma di una nuova regolazione orientata all’innovazione ed alla crescita.

Riordino del sistema fiscale

I tempi sono ormai maturi per avviare il riordino dell’intero sistema fiscale in un’ottica di progressiva riduzione della pressione fiscale complessiva e di un’accorta azione selettiva di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione.

Rinvio dei versamenti fiscali derivanti dai modelli redditi 2020

È difficile chiedere il rispetto degli adempimenti fiscali entro il 30 giugno senza penalizzare le imprese, che stanno affrontando difficoltà enormi conseguenti all’emergenza coronavirus. La priorità è ovviamente quella di mantenerle in vita e di sostenerle nella ripresa economica. Si ritiene quindi il rinvio dei versamenti derivanti dai modelli dichiarativi 2020 da effettuarsi, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 settembre 2020. Occorre quindi ricomprendere nella proroga dei versamenti le imposte e i contributi derivanti dai modelli dichiarativi 2020 per le imposte dovute per l’anno 2019. La proroga è necessaria sia a seguito dell’emergenza economica in atto, sia a causa delle problematiche tecniche legate alla rimodulazione degli ISA (Indici di Affidabilità Fiscale). Si ritiene necessario il rinvio al mese novembre del totale dei restanti acconti relativi alle imposte dirette ed ai contributi, il cui ricalcolo – inevitabile data la situazione economica – avrebbe una base più ampia e realistica rispetto a quanto ipotizzabile a giugno.