Dal bar alla discoteca, la sicurezza a chi spetta?

20 Gen 2026

di Ilaria Garaffoni

Il bar che al mercoledì fa happy hour con dj set resta un bar o diventa un locale di pubblico spettacolo? Sul piano della sicurezza, la classificazione comporta diverse implicazioni.

La circolare n. 0000678 del Capo dei VVFF chiarisce: bar e ristoranti non sono soggetti al D.P.R. 151/2011 e possono ospitare musica dal vivo, karaoke o DJ set senza diventare locali di pubblico spettacolo, purché l’intrattenimento non diventi “prevalente” e la capienza non superi le 100 persone.

Benissimo. Peccato che nella realtà i confini spesso sfumino: ai Comandi spetta dunque monitorare la “trasformazione funzionale” dei locali (nell’assetto, negli impianti e nella gestione degli affollamenti). Cosa più facile a dirsi che a farsi, visto l’attuale intrico di competenze di autorità diverse (ASL, VVFF, Polizia, Comune etc).

Ma ciò che sorprende della circolare è che, nell’accennare alla salvaguardia degli occupanti e alla prevenzione di comportamenti rischiosi, si riferisca solo agli addetti antincendio. Non pervenuti gli addetti ai servizi di controllo.

“Non si può sostituire un compito con un altro” – afferma Franco Cecconi, Presidente di AISS. “Occorrono entrambe le figure, con competenze distinte ma complementari, e una normativa che ne definisca chiaramente il coordinamento. Al settore della sicurezza nei luoghi di intrattenimento serve una riforma complessiva, basta risposte tampone.”

Da qui la proposta di un tavolo permanente che coinvolga il Ministero dell’Interno, i Vigili del Fuoco, le associazioni di categoria e quelle della sicurezza privata.

Scarica la circolare n. 0000678

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