Ancora su armi e guardie giurate

Il contributo di Bastiancontrario sulle armi ha innescato un generoso dibattito sui social e diverse lettere al Direttore. Quella di Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, pone l’accento su tre temi – sgradevoli, se vogliamo, ma innegabilmente concreti – che si legano al porto d’armi delle guardie giurate: 1) il consueto disinteresse dell’istituzione (che non fa nemmeno più notizia) 2) la formazione dei lavoratori (che langue presso il Ministero, ma potrebbe arginare almeno i casi più eclatanti di uso improprio dell’arma) 3) i costi legati al ripristino delle armerie negli istituti di Vigilanza (che difficilmente si potrebbero far digerire alle imprese). Tre temi scomodi sul piatto, sui quali chi non può fare, discute …e chi potrebbe fare, tace.

Caro Bastiancontrario,
non so se il famoso, unico, lettore sono io…Certo è che seguo da sempre, e con la dovuta attenzione, le interessanti e convincenti note che centrano, con puntualità e professionalità, fatti e situazioni di particolare rilievo per la vita del comparto “sicurezza”. Nel recente passato, poi, nell’espletamento delle attività connesse con la funzione di rappresentanza associativa attribuitami, ho partecipato a un interessante convegno/dibattito sulla rilevanza del fenomeno suicidario, riferito anche a particolari attività lavorative. Inutile dire che la categoria oggetto dell’accorata analisi de quo aveva ed ha la sua particolare rilevanza nel citato ambito di ricerca. Quindi possiamo rilevare come la “pericolosità” dell’arma individuale in dotazione rileva sia in senso attivo che … passivo. E certamente non è una somma a valore positivo, purtroppo!

Cosa aggiungere alle valutazioni , corrette pur se forse impietose, sulla lontananza della Istituzione/Pubblica Amministrazione in tema di porto d’armi, detenzione controllata o meno dell’arma in dotazione, non esercitato controllo sul permanere della “dotazione” stessa anche anni data dopo l’avvenuto pensionamento, e, mi si perdoni, sulla scarsa attenzione alla formazione professionale della Guardia giurata, in generale ed in particolare, argomento questo oggetto di più che quinquennale dibattito, o forse meglio, esercizio di soliloquio, sorvolando sulle amenità gestionale del Tiro a segno nazionale ed articolazioni periferiche dello stesso, sedi deputate alla citata perfettibile attività formativa?

Sono i tanti giri di valzer di un carnet di ballo, a prenotazioni esaurite, di una soirée di Casa Salina, dove il Gattopardo è … l’Istituzione/Amministrazione pubblica!!! Dovrebbe cambiare la Musica? L’Orchestra? Qualche orchestrale? Il Direttore? Il manico politico? L’imprenditore? L’operatore? La rappresentanza datoriale? Quella Sindacale? Rimanere Tolomeo o diventare Copernico è certamente e sinteticamente fondante sotto il profilo della cogenza di una scelta finalizzata.

Però, sullo sfondo, rimane la preoccupazione del costo dell’acquisto di un bignami di filosofia per capire il passaggio da una impostazione chiesastica a quella Kantiana, e per il nostro comparto il costo, nello scenario di mercato attuale per certi motivi, in quelli pregressi per altri altrettanto lodevoli presupposti, è il buco nero nel quale qualsiasi galassia di pensieri innovativi finisce per infilarsi e sparire …Per onestà intellettuale non posso non dire che, pensando a certe “centrali operative” di non troppo vetusta memoria, mi sale la temperatura, e fors’anche la pressione ipotizzando il ricorso all’armeria, anche se la stessa, oggettivamente, in uno con il giusto tempo di materiale detenzione dell’arma, certamente aiuterebbe.

Rimane però sullo sfondo il fatto che il nostro “incaricato (armato) di pubblico servizio” …rimane ahimè operaio generico, anche se, tale, fornisce il suo prezioso ed irrinunciabile apporto alla soluzione dei pericoli derivanti dall’esercizio della pirateria, ad esempio, nel golfo di Guinea oggi dopo la parentesi di ieri del Mar Rosso! Possiamo pensare/sperare che qualcuno voglia mettere mano a questo patente vulnus endemico? O pensiamo di risolvere con l’inserimento agevolato nei ranghi delle Guardie giurate armate i già VFB o VFP, che, così facendo, pur di garantirsi un impiego ed un vero reinserimento nella vita “civile”, passeranno dallo status di Militari – qualificati anchìessi a quello benemerito di operaio generico, capace però di detenere ed usare un’arma da guerra?

Caro Bastian contrario, grazie sempre per gli arguti e fondati stimoli, in attesa del prossimo vado alla ricerca di un Devoto OIi, o del volume giusto della Treccani per “compulsare” la voce coerenza. Grazie, alla prossima, ed un cordialissimo saluto

Luigi Gabriele,
Presidente di UNIV e di Federsicurezza