Logo-assicurezzaROMA – La nuova associazione che raccoglie le piccole e medie imprese della vigilanza privata ha un nome e un cappello confederale in testa. Si chiama Assicurezza ed aderisce a Confesercenti.
Obiettivo numero uno: dare voce ad una parte del comparto che non si sente rappresentata e che si considera penalizzata dalla riforma del settore.
Obiettivo numero due: creare un’associazione che sia immediatamente operativa tramite il supporto tecnico di un organismo confederale presente in tutti i gangli della società.

Secondo il coordinatore di Assicurezza Fulvio Valandro, il principale effetto del  decreto ministeriale 269/2010 sarà la chiusura degli istituti che non saranno in grado di sostenere gli oneri dell’adeguamento e le conseguenti ricadute occupazionali: “il DM capacità tecnica impone obblighi eccessivamente onerosi, spesso insostenibili per le aziende di piccole e medie dimensioni. Il 30% delle imprese di vigilanza privata, che già stentano a sopravvivere in un mercato in crisi, con fatturato ed occupati in caduta libera, si dovranno arrendere”.

Per evitare la débacle delle frange meno dimensionate del settore, Assicurezza chiede una serie di urgenti modifiche al DM 269/2010 e promette ulteriori iniziative “per scongiurare l’inevitabile implosione del settore”.

Per ora sono 50 le piccole e medie imprese che hanno aderito ad Assicurezza-Confesercenti, ma non si escludono ulteriore iniziative per promuovere l’adesione al nucleo rappresentativo originario. E il tempo è tiranno perchè mancano meno di tre mesi alla piena operatività del decreto.

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