Il mondo del disarmato secondo AISS

13 Gen 2024

di Ilaria Garaffoni

Siete stati promotori di un processo che ha portato, a regime, a due norme UNI. Norme in principio molto avversate e adesso elogiate da tutti: com’è andata?

Tutto è partito con la UNI PDR 54, che si poneva l’obiettivo di mappare le varie figure che, a qualsiasi titolo, si occupano di sicurezza privata. Chiunque sa nel settore che regna sovrana la confusione, ma la vera giungla nella giungla è sempre stato il disarmato – un’enorme area grigia nella quale sguazzano imprenditori di ogni genere e spesso operatori privi di qualifiche. La PDR ha toccato quindi anche il settore della Vigilanza Privata, scatenando le ire di chi si riteneva unico depositario della rappresentanza di comparto. Risultato? Si è tentato far ritirare la PDR 54 con tutti i mezzi. Ma il suo iter, legittimo e corretto, è andato avanti e oggi – alla luce del risultato ottenuto con le due norme sui servizi ausiliari alla sicurezza – gli stessi soggetti che l’avevano avversata se ne attribuiscono addirittura la paternità. Amnesia selettiva? Bah, l’importante è il risultato.

Dai salari degli operatori fiduciari, attenzionati dalla magistratura, si stanno valutando aumenti anche per le guardie armate: qual è il punto di vista di AISS, che firmò il primo CCNL per i fiduciari?

Quasi dimenticavo che il primo CCNL sui fiduciari l’abbiamo scritto noi, visto che ne sono seguiti almeno altri cinque, più o meno in fotocopia, rafforzando quel fenomeno di dumping interno che ha poi portato alla situazione attuale e all’interessamento della magistratura. Piccola precisazione: con le due norme UNI, i fiduciari si chiameranno “Servizi Ausiliari alla Sicurezza”. In ogni caso, con gli aumenti per il disarmato ai quali sono state obbligate le aziende, per forza si dovranno ritoccare i salari del personale armato. E va benissimo perché un settore tanto delicato non può lavorare con paghe da fame. Bene quindi incrementare qualità e professionalità, purché aumentino anche le tariffe. E’ ora che la committenza, privata e soprattutto pubblica, dica stop al massimo ribasso, che presta il fianco all’improvvisazione e alla squalificazione dei servizi. Quanto al nostro CCNL, stiamo valutando una serie di migliorie per procedere al più presto al rinnovo.

È un momento complesso per il sistema paese e per le tante questioni normative, fiscali e contrattuali di settore mai risolte e che ora hanno raggiunto il culmine. Cosa auspicate?

Tanto per cominciare, la politica potrebbe cessare una latitanza che dura ormai da anni, farsi aiutare dalle associazioni di categoria che hanno ben chiara la situazione e ridisegnare la Commissione Consultiva Centrale – oggi squilibrata e inadeguata, immobile e poco utile.
E vogliamo parlare del 134 TULPS? Basta con le sforbiciate o gli adeguamenti volanti ed incompleti, basta con le circolari che diventano leggi contribuendo a fare confusione: il 134 va riscritto e adeguato ai tempi. Poi ci sono aree operative ad oggi precluse che porterebbero occupazione ed economie importanti: penso alle aziende italiane all’estero costrette a farsi tutelare da aziende straniere (anche a scapito di aspetti di interesse nazionale), o all’impossibilità di proteggere la persona fisica, che impedisce di svolgere (in chiaro…) attività come la guardia del corpo. E che dire dell’unificazione della figura dell’ASC e dello Steward calcistico? O delle mille procedure da cambiare per gli istituti di Vigilanza? Vogliamo ricordare che ci sono voluti 20 anni per ottenere un tesserino per gli investigatori? O cambiano le cose o il passato ci scavalcherà.

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