sparo-pistola

ROMA – La manovra salva-Italia ha abolito il catalogo nazionale delle armi da sparo, ossia il registro che da 36 anni censisce e controlla la diffusione delle armi più pericolose sul territorio.
L’atto (un bel colpo di penna tracciato senza troppo clamore) ha destato diverse polemiche e i recenti fatti di cronaca a mano armata hanno riportato il tema al centro del dibattito.

Perchè è pur vero che le armi in vendita sono comunque catalogate dalla legge ordinaria nazionale ed europea e saranno sempre testate e omologate dal Banco Nazionale di Prova, come pure è vero che l’abrogazione del catalogo nasce da una procedura d’infrazione europea, ma la paura è la deregulation.

Non rischieremo di perdere il controllo sulle armi in circolazione, magari a favore della criminalità organizzata? Non verrà liberalizzato il commercio delle armi più pericolose?
Secondo l’ANPAM (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni) assolutamente no.
Eppure ci sarà un motivo se anche l’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) è contraria all’abolizione del registro…

 

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