Da un bell’articolo di Fisco Oggi, Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate, firmato da Giovambattista Palumbo, si evince che, in materia di Iva e imposte dirette, le prestazioni dei consorzi in favore dei propri associati costituiscono operazioni imponibili e reddito d’impresa, se sono effettuate dietro pagamento di un corrispettivo che eccede i costi di diretta imputazione. Anche in caso di servizi di vigilanza privata sui beni degli associati resi tramite guardie giurate: l’esenzione Iva per la vigilanza è infatti limitata alle prestazioni rese dalle guardie giurate quali lavoratori autonomi.

Lo ha detto la Corte di Cassazione con ordinanza n. 28702 del 9 novembre 2018: la funzione mutualistica dei consorzi non è ostativa allo svolgimento di distinta attività commerciale con scopo di lucro. Tanto premesso, l’autonoma responsabilità delle obbligazioni tributarie connesse alle operazioni poste in essere da ciascuna consorziata, nonché dalla società consortile, comportano comunque la distinzione tra le operazioni realizzate dalla società consortile, in esecuzione del patto mutualistico, e quelle costituenti esercizio di un’autonoma attività commerciale della società consortile. I riflessi fiscali delle operazioni poste in essere dai consorzi devono essere quindi esaminati caso per caso, sulla base dell’atto costitutivo e in base alla natura delle operazioni.

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