Se ne parlava da mesi, e oggi è realtà: Sicuritalia ha formalizzato l’acquisizione di IVRI dando vita al più impressionante polo italiano della sicurezza, capace di tenere finalmente banco all’invasione dei colossi stranieri. Con 85 milioni di euro del valore di IVRI più l’acquisto dei crediti di Unicredit e Banco Bpm (70 milioni), il fatturato di Sicuritalia sale a 650 milioni di euro. E a 15mila dipendenti.

Ai microfoni di vigilanzaprivataonline.com Lorenzo Manca, AD e proprietario di Sicuritalia, ha dichiarato che “l’operazione garantirà ai clienti ancor più solidità, capillarità e presenza, rafforzando l’offerta Sicuritalia di soluzioni custom in una logica di sicurezza integrata che combina uomini e tecnologie sofisticate. Il tutto con una clientela che spazia dal pubblico al privato e dal business al consumer passando per le infrastrutture critiche, con una combinazione vincente di Vigilanza Privata, Trasporto Valori, Servizi Fiduciari, Sistemi di Sicurezza, Travel Security, Investigazioni e la non più trascurabile Cyber Security.

E veniamo al tasto più dolente: per i lavoratori, la parola acquisizione equivale spesso a tagli, esuberi e licenziamenti. Ma a noi Lorenzo Manca ha parlato di “strategie del medio periodo e business plan che prevedono l’apertura di 3000 nuovi posti di lavoro nei prossimi anni, fra operatori della sicurezza e personale di staff”.

La domanda è: dopo un’operazione così colossale, che altro estrarrà il Dr. Manca dal suo cilindro?

”L’integrazione con IVRI – ha risposto Lorenzo Manca – ci impegnerà notevolmente in una logica di sviluppo, efficientamento, razionalizzazione, evoluzione tecnologica. Il tutto tenendo sempre il cliente al centro. Il futuro? Si muoverà sul solco del presente, seguendo la direttrice della qualità e della crescita continua, in Italia ma da oggi anche con importante attenzione verso l’estero”.

 

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