Vigilanza Privata: è attività essenziale per il DPCM 23 marzo 2020

Il DPCM 23 marzo 2020, in vigore dal 23 marzo al 3 aprile prossimi, detta nuove restrizioni contro l’emergenza Covid 19 e sospende tutte le attività produttive industriali e commerciali non ritenute essenziali per il paese. Tali attività avranno due giorni di tempo per sospendere o riconvertire, ove possibile, l’attività in smartworking. Le attività ritenute essenziali per il paese proseguiranno: tra queste si annoverano i servizi di vigilanza privata e i servizi ad essi connessi, oltre alle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività ritenute essenziali. Quando questa emergenza cesserà, sarà utile ricordare al Governo che le guardie giurate svolgono funzioni essenziali per questo paese.

Se non v’è nessun dubbio operativo sulla legittimità dell’esecuzione dei servizi di vigilanza privata e dei servizi connessi ai sistemi di vigilanza e installazione di impianti (codici Ateco 80.01 Servizi di Vigilanza Privata, 80.02 Servizi Connessi ai Sistemi di Vigilanza e 43.2 Installazione di impianti elettrici idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni), la questione si complica per le attività funzionali ad assicurare la continuità della filiera.
Lì le aziende devono comunicare al Prefetto della provincia dell’attività produttiva interessata quali sono le realtà beneficiarie dei servizi/prodotti attinenti alle attività consentite. Il Prefetto può decidere di sospendere queste attività: fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, la stessa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa.

Altro punto delicato: nel novero delle attività essenziali di vigilanza privata vanno di necessità ricomprese anche le attività di sicurezza fiduciaria che sono di supporto al funzionamento delle attività essenziali (pensiamo solo ai servizi di security nella grande distribuzione organizzata).  La questione è che tali attività – come indicato in una nota congiunta al Governo di ANIVP, ASSIV, ASSOVALORI, FEDERSICUREZZA, LEGACOOP SERVIZI e UNIV – sono classificate con una pluralità di codici ATECO, che ricomprendono le molteplici attività di sicurezza integrata. Le Associazioni si riservano a tal fine di individuare e indicare ai Ministeri di competenza i diversi codici che ricomprendono le attività di sicurezza integrata.

Tagliente il commento di Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza: “a questo comparto, cui nessun comunicato governativo ha fatto cenno e nessun canale audiovideo ha dedicato attenzione, l’Istituzione tutoria ha però procurato ulteriore disagio, non facendo opportuna chiarezza sulla necessaria ultra vigenza dei Titoli delle GPG, e limitandosi ad ampliare i termini di istruttoria previsti per l’attività degli uffici di polizia amministrativa delle Prefetture. Tutto questo in un momento nel quale le risorse umane scontano una reiterata difficoltà a risolvere le problematiche connesse con una non più rinviabile riforma strutturale del proprio CCNL (e dell’impianto retributivo e di welfare contrattuale) – strumento che, se riformulato per adeguarlo ai tempi, consentirebbe anche alle imprese di impostare più funzionalmente la nuova organizzazione del lavoro”.

E qual è il giudizio di Federsicurezza sulle misure di sostegno alle imprese del vostro comparto?

“Nell’ambito delle disposizioni per alleggerire la pressione fiscale, non si comprende il criterio che individua termini diversi di differimento temporale delle scadenze, palesemente non rispondenti ad un principio di equità sociale. Non vanno poi sottaciute le incongruità dei provvedimenti di natura erariale/fiscale, che ignorano le esigenze di un comparto labour intensive come il nostro, che ha bisogno di provvedimenti mirati a far sì che, beneficiando di una sospensione generalizzata dei pagamenti di oneri contributivi, fiscali, comunque erariali, possa, almeno nel breve periodo, mantenere quella liquidità di cassa indispensabile per onorare gli impegni retributivi. Da ultimo, si evidenzia l’inderogabile necessità di intervenire su Consip per l’immediato blocco di qualsiasi procedura di gara eventualmente calendarizzata con scadenza in questo periodo di generale sospensione di termini” – conclude Gabriele.

 

Decreto  22 marzo 2020
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