Il 14 Marzo si è insediata la Commissione Consultiva Centrale ìper discutere dello schema di decreto sui requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate. Alla Commissione, presieduta dal Prefetto Rossella D’Alessandro, partecipavano il Sottosegretario all’Interno On. Nicola Molteni, alti funzionari del Dipartimento di PS, le rappresentanze di Carabinieri, Polizia di Stato, Ministero della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, di ABI, ANIA e Federdistribuzione. E naturalmente le rappresentanze datoriali e sindacali del comparto della sicurezza privata.

Il Sottosegretario Molteni ha sottolineato l’importanza della sicurezza privata per il Paese, ribadendo l’urgenza di dare piena applicazione alla normativa di settore, che deve trovare tutti gli operatori economici allineati sui requisiti minimi prescritti per legge (e non è un caso che sia datata 12 Marzo 2019 la circolare sullo stato di certificazione del settore, che individua ancora un 20% di Istituti di Vigilanza Privata non certificati).

Il percorso avviato oggi, ha dichiarato Molteni, «ci porterà all’adozione di un provvedimento ministeriale atteso da quasi 10 anni, che dovrà acquisire il parere della Conferenza Stato-Regioni, e che servirà a rendere questa importante categoria di operatori della sicurezza ancora più qualificata».

Le Associazioni di rappresentanza datoriale, con un unico intervento –  affidato, in qualità di portavoce, al Presidente di FederSicurezza Luigi Gabriele – hanno evidenziato le macro criticità del testo in cinque punti di sintesi:

– ruolo delle Regioni e dei Fondi interprofessionali;
– questione “anagrafica”, ovvero limiti di età per l’accesso all’impiego;
– disciplina delle attività ”speciali” di sicurezza;
– armonizzazione con le politiche di inserimento al lavoro e con le oggettive implicazioni con il sistema contrattuale di comparto;
– necessità di affidare il prosieguo dei lavori ad una sottocommissione ristretta.

“Sebbene integriamo anche delle funzioni statali, siamo comunque imprenditori privati che, se non vengono messi in condizione di osservare correttamente il binomio costi-ricavi, difficilmente possono garantire standard di efficienza e qualità consoni alla delicatezza del mestiere” – ha detto Gabriele.

“La politica può però contribuire a rendere il nostro lavoro compensativo ampliando la sfera di attività degli operatori, abbattendo la barriera dei servizi alla persona e aprendo il mercato a servizi di appetibilità qualitativa e sicura resa”.

L’On. Molteni ha ribadito che il dibattito è aperto e che tutti i contributi verranno attentamente valutati. A breve le Associazioni rilasceranno le loro osservazioni.

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