logo-federsicurezzaI recenti episodi di cronaca che hanno esposto il settore ai riflettori mediatici, assieme ad una forte pressione di Federsicurezza, hanno portato all’atteso incontro del 23 Gennaio tra Associazioni della vigilanza privata e Sottosegretario all’Interno On. Nicola Molteni. I temi sul piatto erano tanti: si è parlato di storture del mercato, di un’applicazione “a macchia di leopardo” delle norme di settore, con ovvie ricadute in termini di concorrenza sleale e di impatto sui lavoratori, di possibili nuove aree di operatività e di intervento della vigilanza privata, della necessità di istituire un’interlocuzione costante, di problematiche al tavolo del rinnovo del CCNL.

Il Presidente di Federsicurezza Luigi Gabriele ha illustrato lo stato di “sofferenza in cui versano le imprese della sicurezza privata, strangolate da un contesto legislativo e regolamentare in – seppur necessaria – costante proliferazione, che genera un continuo aumento dei costi, non bilanciato però da un recepimento del maggior valore del servizio reso”. In sostanza: la committenza, a partire da quella pubblica, non tiene in alcuna considerazione i valori tabellari del costo del lavoro sanciti dal Ministero del Lavoro.

Sul ruolo del Ministero del Lavoro, in considerazione anche del moltiplicarsi della richiesta di prestazioni complementari e sussidiarie a quelle di sicurezza pubblica, Luigi Gabriele ha ipotizzato un coinvolgimento del Dicastero per risolvere le problematiche che attualmente impediscono un confronto atto a rinnovare un CCNL scaduto ormai da tempo immemore.

E il tema del lavoro, assolutamente centrale, si lega a doppio filo alla necessità di ampliare le aree di intervento delle guardie giurate: per pareggiare i bilanci occorre insomma avere le mani più libere per poter impegnare gli operatori del settore sicurezza, in sinergia con le Forze dell’ordine, in settori attualmente sono loro preclusi.

Una riforma che apra a nuovi mercati rappresenta quindi – ha continuato Gabriele – l’unica possibilità di ottenere un riconoscimento adeguato del valore dei servizi e una retribuzione equilibrata delle risorse umane, per le quali è imprescindibile il conseguimento della giusta remunerazione dei capitali d’impresa investiti”.

Federsicurezza ha quindi ipotizzato il coinvolgimento al tavolo tecnico per la riforma del comparto anche dei Ministeri della Difesa e dello Sviluppo economico: “se infatti si comincia a parlare di difesa della persona fisica o a pensare ad un ampliamento dei servizi fuori dal territorio nazionale (attuale monopolio di imprese inglesi chiamate a difendere pure i compound militari nazionali all’estero), occorrono anche nuove interlocuzioni per articolare al meglio il piano di riordino”.

Rassicuranti e sensibili le parole dell’On. Molteni, che con il consueto pragmatismo ha subito indicato due nuovi appuntamenti con i sindacati e con la Commissione Consultiva Centrale.

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