Marco StrattaQualche dubbio dei lettori su cosa debba finire in tasca delle guardie giurate con l’ormai unanime firma del CCNL della vigilanza e dei servizi fiduciari e qualche dubbio di www.vigilanzaprivataonline.com sul mercato e sulla bilateralità hanno fatto scaturire questa intervista a Marco Stratta, Segretario Generale di ANIVP. Altri dubbi, relativi invece al Patto per la Sicurezza Italiana Non Armata, arrivano dall’intervistato stesso. In risposta alle sue domande: 1) confermiamo che l’iniziativa del Patto appartiene a questa testata giornalistica; 2) www.pattosicurezzanonarmata.com è già un dominio di nostra proprietà, in vista di prossime iniziative editoriali che si affiancheranno a quelle di www.vigilanzaprivataonline.com. Ma ora torniamo alla vigilanza privata e all’intervista a Marco Stratta – siamo più a nostro agio in veste di intervistatori che di intervistati!

Al centro del dibattito è ora la situazione contrattuale: con la sottoscrizione del rinnovo contrattuale della vigilanza privata e dei servizi fiduciari anche da parte di ANIVP, ASSVIGILANZA e UNIV, cosa riceveranno in busta i lavoratori?

Né più e né meno di quanto previsto dal contratto. L’unica situazione specifica riguarda l’annualità 2013, per cui abbiamo dovuto trovare una soluzione che regolarizzasse le aziende interessate senza penalizzare il personale dipendente. Posso poi capire che alcune aziende abbiano avuto qualche difficoltà  a gestire il passaggio, ma sono dinamiche  che si presentano ogni qual volta vi è un cambiamento. Noi di A.N.I.V.P., ma non solo noi credo, siamo sempre disponibili a fornire tutto il supporto necessario.

Attorno alla vicenda contrattuale ruotano però molte altre questioni, nemmeno troppo formali: dalla gestione della bilateralità alla vertenzialità tuttora pendente su un fronte sindacale. Quali gli sviluppi? 

Temo purtroppo che troppe questioni che hanno prodotto le divergenze viste in questo anno e in parte tutt’ora presenti, abbiano anche nella bilateralità le sue ragioni.  Questo per noi è incomprensibile e inaccettabile, ma credo che nel suo piccolo anche tale condizione sia uno specchio della situazione politica italiana, dove il bene comune spesso non esiste se non soddisfa prima il bene particolare. Inoltre continuiamo a percepire una voluta e forzata contrapposizione tra contratti, in materia soprattutto di servizi integrati o fiduciari. In un’ottica di servizio alle imprese fatichiamo sinceramente a capirla, anzi riteniamo che le associazioni e federazioni del nostro comparto dovrebbero firmare entrambi i contratti, noi lo abbiamo fatto per esempio. Risulterebbe molto più facile, sempre secondo noi, riportare poi ad un unicum i riferimenti, ed arrivare ad una ricomposizione. Intanto alla fine quale contratto applicare lo decidono le aziende secondo convenienza, a prescindere dal riferimento associativo.
La vertenzialità è nata come “ricatto” per la definizione contrattuale, per poi trasformarsi in una trincea a difesa della posizione assunta. Ogni nuova vertenza è come un assalto alla posizione avversaria; magari si vince un po’ e si perde un po’ ma non si va da nessuna parte. Non possiamo che auspicare pertanto la ripresa del dialogo e la pianificazione di un percorso che valorizzi il nostro comparto in tutte le sue sfaccettature, con l’isolamento in un ruolo più marginale dei “guerrafondai”, se ci sono.

Nel frattempo è nata una nuova compagine interassociativa, che si sta dando una veste formale confederale, sul fronte dei soli servizi di sicurezza disarmata.
Scopo del “Patto per la Sicurezza Italiana Non Armata” è elaborare un contratto unico per tutti gli operatori disarmati del comparto sicurezza. Come si pone ANIVP nei confronti di questa iniziativa?

Ci dicono che l’iniziativa trova fulcro nella vostra rivista e quindi non possiamo parlarne male. A parte gli scherzi, crediamo giusto che ognuno si autodetermini e si organizzi come ritiene, noi rappresentiamo gli interessi di operatori della Vigilanza Privata e anche dei Servizi Fiduciari non armati, quindi la nostra ottica segue questo ordine di valori. Aderiamo a Federsicurezza che ha sempre rispettato questa impostazione, coniugando al meglio le specificità delle associazioni che la compongono. Se il “Patto per la Sicurezza Italiana Non Armata” tenderà a  sostituire guardie giurate con altri soggetti,  credo sia naturale non possano esserci troppi punti di contatto con noi e, crediamo, con Federsicurezza. Se invece ci vogliono aiutare a tutelare le rispettive differenze e competenze sia sul mercato che verso le istituzioni, ben venga, e ben vengano tutte le forme di aggregazione e collaborazione. Ma a questo punto non capisco perchè si parla di nuovo contratto e non si cerca invece un dialogo più ampio. Vede che sembra tornare la logica della contrapposizione. Spero solo che tra qualche tempo il vostro sito non verrà a chiamarsi www.sicurezzanonarmataonline.com

Contrattualistica a parte, quali sono i problemi più sentiti sul fronte delle imprese?

Molte le questioni aperte. Solo per citarne qualcuna: 1) il continuo crollo dei prezzi (prosegue senza argine la diminuzione dei prezzi per i servizi di vigilanza, complici tra l’altro la crisi e le nuove e in parte vecchie società che si affacciano sul mercato o su nuovi territori); 2) la mancanza di strumenti per difendere il nostro settore (la committenza non vuole spendere e quindi cerca in tutti i modi di sostituire le guardie giurate con altri operatori, anche laddove la normativa assegnerebbe i servizi al loro esclusivo intervento. Non c’è nulla nella normativa che aiuti in modo efficace ad evitare questa giungla); 3) la difficoltà nell’applicazione corretta della nuova normativa da parte delle Autorità preposte. Tolto qualche caso virtuoso, la situazione non è incoraggiante, continua a non esserci una linearità di gestione della nuova normativa da parte di Questure e Prefetture.
Ho citato solo alcune questioni, forse neanche le più importanti.

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