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Pubblichiamo la nota di Vincenzo Dell’Orefice, Segretario Nazionale di Fisascat, relativa alla recente riunione di sindacati e associazioni di categoria della vigilanza privata presso il Ministero del Lavoro.

“Si è svolto il 28 ottobre scorso, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’incontro fra le Segreterie nazionali di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e le Associazioni degli istituti di vigilanza privata Assiv-Confindustria, Ancst-LegaCoop Federlavoro e Servizi-Confcooperative, Agci ed Assvigilanza, Univ, Anivip, queste ultime tre unite da un patto federativo e facenti parte, per il tramite di Federsicurezza, di Confcommercio, per riavviare la trattativa finalizzata a rinnovare il CCNL per i dipendenti da istituti di vigilanza privata scaduto il 31 dicembre 2008.

Il coordinamento del tavolo è stato assicurato dal prof. Michele Tiraboschi, Consigliere del Ministro Sacconi. L’incontro, successivo ad un’analoga occasione di confronto ministeriale tenutasi il 29 settembre 2010 con le sole OO.SS., ha consentito al prof. Tiraboschi di avere una panoramica sulle ragioni che hanno finora impedito il rinnovo del CCNL scaduto da quasi due anni. Le Associazioni degli istituti di vigilanza, infatti, hanno avuto modo di informare l’interlocutore istituzionale sulle criticità del settore, che – stando ai 14 componenti della delegazione datoriale – sarebbero ben lontane dall’aver trovato una risoluzione. In estrema sintesi, i datori di lavoro lamentano:
– la perdurante confusione rispetto all’esonero della vigilanza privata dal campo di applicazione del Decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 di attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE sull’organizzazione dell’orario di lavoro;
– la mancata circoscrizione dei servizi di esclusiva competenza della vigilanza privata (in attuazione dell’art. 256/bis del regolamento di esecuzione del TULPS);
– la non osservanza delle tabelle ministeriali di congruità negli appalti;
– la sottoscrizione di contratti da parte di soggetti diversi dagli istituti di vigilanza e, comunque, non titolari della licenza prefettizia prevista dall’art. 134 del TULPS.

Il prof. Tiraboschi, mostrandosi scettico rispetto alla praticabilità di interventi tesi a limitare il mercato dei servizi di sicurezza complementare e volti ad assicurare agli attuali operatori una sorta di “protezionismo”, ha tuttavia manifestato la volontà di adoperarsi concretamente per consentire una rapida riapertura delle trattative, muovendo da pochi ma essenziali temi con un impatto importante sulla qualità dei servizi di vigilanza privata. In concreto si è parlato di:
1) varo di Osservatori provinciali sulla vigilanza privata, sulla scorta dell’esperienza consolidata effettuata nel mondo della cooperazione, ove gli osservatori sono presieduti dal Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro e composti dai rappresentanti designati dalle centrali cooperative, dalle OO.SS. ed anche dalle Direzioni provinciali INPS e INAIL;
2) estensione al settore vigilanza privata di uno strumento analogo a quello previsto  dall’articolo 27 del decreto legislativo 8 aprile 2008, n. 81, Testo unico di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro, che prevede un sistema innovativo di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi (la cosiddetta “patente a punti” nell’edilizia);
3) recepimento, in circolari ministeriali, dei contenuti di Avvisi comuni sottoscritti dalle OO.SS e dalle Associazioni datoriali in materia di organizzazione del lavoro e di flessibilità.

Nei prossimi giorni, le parti produrranno – singolarmente – un documento volto ad offrire il punto di vista di ciascuno degli attori coinvolti rispetto al futuro del settore, affinché gli argomenti condivisi possano rappresentare una base per la stesura di un Avviso comune sulle necessità cui dare risposte attraverso l’intervento combinato del Ministero del Lavoro (per la parte di sua competenza) e delle Associazioni datoriali ed OO.SS. con l’intesa complessiva per il rinnovo del CCNL.
Il nostro giudizio, relativamente al ruolo ‘propulsivo’ del prof. Tiraboschi, è positivo, in quanto coraggiosamente orientato a delineare un futuro per il settore nell’ottica della maggiore qualificazione degli operatori e del mercato”.

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