PiùServizi: la situazione contrattuale dei servizi integrati sta degenerando

12 Apr 2013

di Ilaria Garaffoni

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diramato da PiùServizi

La parabola del furetto furbetto

PiùServizi ha sempre tenuti bassi i toni della polemica sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata, siglato da ASSIV e Cooperazione assieme a CIGL CISL e UGL, dove è stata inserita anche una parte di regolamentazione contrattuale relativa ai servizi fiduciari.
Tuttavia, di fronte a quello che sta succedendo sul mercato dei servizi integrati, non possiamo più esimerci dal rilasciare una dichiarazione.

In questi ultimi due mesi, mentre la maggioranza delle aziende cercava di sbarcare il lunario per effetto della crisi, i soliti “furbetti” ne hanno approfittato portando a termine le loro “strategie imprenditoriali e aziendali”, con l’unico risultato di degradare il settore con tariffe da “saldi di fine stagione”, e per giunta non rispettando i cambi di appalto e lasciando a casa dei lavoratori.

Questi “furbetti”, paragonabili ai “furetti” per la brama di raccogliere e nascondere “cibo”, una volta erano pressoché “stanziali” al centro ed al Sud dell’Italia, ma ora paiono aver proliferato anche al Nord. Quasi scientificamente, i “furetti furbetti” continuano a non rispettare né le regole né le istituzioni né le parti sociali, indossando di volta in volta un contratto di lavoro diverso, a seconda delle necessità del momento e unicamente in virtù delle tariffe offerte al cliente. Il tutto ovviamente a discapito dei lavoratori e delle regole di una “sana concorrenza”.

Nonostante le società uscenti attivino correttamente le procedure per il cambio d’appalto, i “furetti furbetti”, arrogandosi arbitrariamente ed unilateralmente il diritto di non rispondere alle convocazioni inoltrate, contattano direttamente e singolarmente i lavoratori interessati, imponendo per l’assunzione – secondo l’esecrabile criterio del “prendere o lasciare” – una misera paga mensile che fa riferimento alla sopra accennata ipotesi di accordo siglata a margine del rinnovo del CCNL per la vigilanza privata. Il copione, ormai scontato e facilmente prevedibile, è sempre lo stesso e gli attori – i soliti – non si smentiscono mai.

E il teatrino del cambio d’appalto rimane miseramente vuoto: 40 lavoratori lasciati a casa per appalto su Roma; 28 lavoratori su un appalto a Modena e Bologna e altri 60 sempre su Roma per i quali, con il consenso di alcuni sindacati, sono stati rabberciati pseudo contratti individuali di lavoro basati sulla già citata ipotesi di contratto (non ancora applicabile) ed all’interno di una cornice contrattuale di stampo cooperativistico.

Già in tempi non sospetti questa associazione prevedeva che l’ipotesi di accordo siglata da CISL e CGIL “avrebbe fatto comodo non ai lavoratori, ma sicuramente alle solite e conosciute aziende che continueranno a degradare questo mercato già martoriato”. I fatti sopra illustrati sono la dimostrazione pratica di quanto avevamo previsto. E allora le domande sorgono spontanee.

Ma questi “furetti furbetti” possono continuare ad essere immuni da ogni responsabilità?
Le stazioni appaltanti dove stanno, che hanno fatto e che faranno? Dove comincia e dove finisce la responsabilità solidale delle società e degli enti appaltanti nei confronti di tali soggetti?
I sindacati si sono accorti che l’onda anomala dei “furetti furbetti” ha investito anche il campo della vigilanza armata? Quali iniziative intendono attuare i sindacati per evitare tale scempio?
Mentre i sindacati si scontrano sul piano contrattuale, o sulla primogenitura di un contratto o di un’ipotesi, discettando su quale sia la soluzione migliore, non si accorgono che la confusione da loro generata presta il fianco ai soliti noti per sguazzare liberamente nel torbido?
Perché di fronte a tali speculazioni i sindacati non si adoperano per far fronte comune contro i “furetti furbetti” e denunciano tali abusi alle autorità competenti? Che considerazione hanno della stabilità occupazionale dei lavoratori prevista dai contratti di appalto?

Sarebbe tra l’altro ora di farla finita con la diffusa pratica di aggirare gli ostacoli nascondendosi dietro società di network o cooperative costituite ad hoc con gli stessi soggetti, secondo l’importanza dell’appalto, e con l’affido dei servizi in subappalto, se le tariffe offerte sono eccessivamente basse, a soggetti disposti a tutto pur di lavorare.

Siamo certi che, di fronte a queste parole, i “furetti furbetti” si riconosceranno.
Ci piacerebbe pensare che, sempre di fronte a queste parole, rivedessero le proprie politiche aziendali e riportassero il mercato dei servizi e della vigilanza a livelli dignitosi.
Ci piacerebbe infine pensare che i sindacati ripensassero al loro operato e alla parte sociale per la quale dovrebbero adoperarsi, ossia i lavoratori e la loro dignità.

il Presidente di PiùServizi
Francesco Paolo Pignatelli

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