Rinnovo del CCNL della vigilanza privata: aria di crisi

20 Gen 2010

di Ilaria Garaffoni

lettera ooss

Il CCNL della vigilanza privata è scaduto due anni fa e le trattative per il rinnovo sono ripartite il 1° aprile dello scorso anno.
Un pesce d’aprile particolarmente indigesto per la base, già esasperata sul fronte salariale e vieppiù amareggiata dall’avvio della trattativa con piattaforme separate. Poiché con l’accordo separato (siglato da Governo, Cisl e Uil) il CCNL è diventato di fatto un contratto “di regole”, mentre la parte economica si giocherà sui contratti territoriali (bah), i temi più scottanti sul piatto sono ora la regolamentazione del cambio d’appalto e la definizione delle figure professionali “bordeline” (portieri, receptionist & co.) Ma qual è lo stato di avanzamento lavori al tavolo di trattativa? Come si profilano le relazioni fra le parti sociali? E quelle tra le diverse organizzazioni?

Per avere un assaggio di come vanno le cose, riproduciamo una lettera inviata dalle Associazioni datoriali della vigilanza privata alle Organizzazioni Sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs. Benché manchi il dettaglio contenutistico (che rientra in un documento coperto da riservatezza), la lettera è piuttosto significativa, non solo in relazione al tema del rinnovo contrattuale, ma anche sul fronte dell’andamento tendenziale del settore. La lettera descrive uno scenario drammatico, dove la crisi del settore, ormai perdurante da mezzo secolo, si incunea in una crisi generalizzata di sistema, che porta al rischio della stipula di un contratto “non soltanto insostenibile per onerosità, quanto in aggiunta inapplicabile per mancanza di destinatari dello stesso”. In sintesi: la vigilanza privata non solo non è in grado di pagare, ma a breve non esisterà più.
Leggere per credere.

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Alle OO.SS FILCAMS, FISASCAT, UILTUCS

“Nell’ultima sessione della trattativa avviata per il rinnovo del CCNL scaduto il 31 dicembre 2008, insistendo nella a nostro parere inusuale richiesta di “produrre testi” da affidare all’esame della delegazione di parte sindacale, le Associazioni di rappresentanza datoriale hanno assunto l’impegno di evidenziare quali potessero essere gli elementi fondanti l’avvio concreto del confronto, tenuto conto del quadro d’insieme contestuale del comparto. Il documento che si unisce (riservato, ndR) rappresenta la sintesi delle posizioni registrate e la razionale e ragionevole rappresentazione delle stesse, peraltro coerenti alle valutazioni di massima già emerse in costanza di avvio del confronto.
Onestà intellettuale e correttezza comportamentale impongono però di accompagnare il documento con alcune brevi considerazioni aggiuntive, che si affidano alla sensibilità dei destinatari per una auspicabile condivisione delle stesse. La crisi di settore, nell’ambito della più generale congiuntura negativa, non appare di breve periodo. L’atteggiamento dell’utenza, particolarmente quella pubblica e assimilabile, non appare allo stato convertibile in positivo. Le società di intermediazione hanno indirettamente innescato processi anomali di mercato. Gli effetti della degenerazione della Gare al massimo ribasso sono ormai conclamati. L’identità ed i confini della specialità appiano destinati alla denegazione ed all’abbattimento, purtroppo anche per comportamenti endogeni. L’esclusività dell’attività non trova riconoscimento. L’affermazione pur contrastata dei principi sovranazionali ha minato alle fondamenta un sistema comunque datato. Incomprensioni storiche tra le Parti non hanno consentito la tempestiva comprensione dell’annunciato involversi delle situazioni dirimenti l’attività di Vigilanza.
La vera valenza della complementarità alle forze di polizia di emanazione statuale non è stata correttamente compresa ed i possibili effetti positivi della stessa non sono stati perseguiti in tempo utile.
Il confronto con le Istituzioni ha registrato rari momenti di vera sinergia. Alla bilateralità di settore non è stata riconosciuta con immediatezza la giusta capacità di azione. L’avviso comune che avrebbe dovuto accompagnare la vita e l’evolversi del trascorso periodo appare invece sbiadito e dimenticato.
Queste le considerazioni – che ci auguriamo non giudicherete ovvie – sulla base delle quali riteniamo di poter dire, con piena assunzione di responsabilità, che rischiamo, lasciandone irrisolte le conseguenze, di stipulare un contratto non soltanto insostenibile per onerosità quanto in aggiunta inapplicabile per mancanza di destinatari dello stesso.
Proponiamo quindi di condividere la convinzione dell’irrinunciabilità di una azione comune nei confronti delle Istituzione naturali destinatarie della stessa, Ministero dell’Interno, del Lavoro, delle Attività produttive, dell’Economia e della Presidenza del Consiglio parallela alla possibile definizione di un rinnovo contrattuale ed all’auspicabile sostenibilità ed applicabilità dello stesso.
Per la migliore concretizzazione di questa ineludibile attività propedeutica ci dichiariamo totalmente disponibili. Cordialmente.

Roma, 12 Gennaio 2010

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