FILCAMS-CGIL sul rinnovo del CCNL della vigilanza privata

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A 14 mesi dalla scadenza del contratto della Vigilanza Privata la situazione del negoziato per il suo rinnovo non vede ancora nessun segnale positivo. Dopo la presentazione delle piattaforme delle organizzazioni sindacali, ci si attendeva da parte delle associazioni datoriali risposte concrete e nel merito ed invece, dopo mesi di silenzio, è arrivata una vera e propria contropiattaforma. Unico aspetto positivo è la decisione di mandare un documento unitario al Ministero dell’Interno per chiedere che venga finalmente chiarito l’art. 256 bis del regolamento del TU di PS, sul campo di intervento di esclusiva competenza della guardia particolare giurata.

Ricordiamo i tre temi centrali della piattaforma presentata dalla Filcams:
• Definire un campo di applicazione del contratto che comprenda anche quei settori della sicurezza che pur non avendo il decreto di guardia giurata, svolgono comunque mansioni collegate alla custodia di beni mobili ed immobili.
• Stabilire regole per il cambio di appalto per avere garanzie nella conservazione sia dei diritti
dei lavoratori che dell’occupazione.
• Infine una richiesta salariale di 145 euro

Le proposte delle controparti:
• Risposta negativa sull’estensione del cambio di applicazione alla vigilanza non decretata.
• Disponibilità a parole (nessun testo ad oggi ci è stato consegnato, seppur più volte preannunciato) sul cambio di appalto a dare garanzie ai lavoratori.
• Richiesta di abolire il pagamento delle prime due giornate di malattia.
• Ridefinizione della classificazione per aree, rendendo più flessibile il mansionario, nel contempo abolendo i livelli 3 super e 4 super, garantendo ad personam le quantità economiche a chi vi è già inquadrato, ma cancellandoli per il futuro.
• Riduzione del riposo giornaliero, senza nessuna contrattazione al secondo livello, dalle attuali 11 ore a 8/9, il che significa che il nastro orario giornaliero potrà arrivare sino a 16 ore nelle 24.
Salario: nessun arretrato per il 2009, e applicazione rigida dei parametri IPCA (cifra intorno agli 80 euro a regime), nessun fondo di garanzia per il secondo livello di contrattazione.

Nei giorni 6 e 7 aprile è previsto un nuovo incontro.
La Filcams ha già dichiarato la propria indisponibilità a trattare sui temi posti al tavolo dalle associazioni datoriali, che configurano nei fatti un rifiuto delle richieste delle organizzazioni sindacali. Ed anche la ventilata apertura relativa al cambio di appalto dovrebbe essere pagata da una riduzione drastica su altri diritti.
Come Filcams, inoltre, giudichiamo grave che al tavolo sia stata riproposta, come parametro per l’aumento salariale, quanto previsto dall’accordo separato del 22 gennaio 2009, perché configura il rischio concreto di emarginazione della nostra organizzazione dall’accordo finale.
L’attivo unitario del 12 febbraio aveva già deciso di mobilitare la categoria con una campagna di informazione e di sensibilizzazione. Tale decisione si rende oggi necessaria ed urgente. Occorre fare assemblee in tutti i luoghi di lavoro, attivi dei delegati, volantinaggi e sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle prefetture e della committenza.
La Filcams riproporrà a Fisascat e Uiltucs tale programma di iniziative e, qualora l’esito degli incontri del 6 e 7 aprile fosse negativo, riterrà indispensabile dichiarare lo stato di agitazione, fino alla proclamazione dello sciopero generale di tutto il settore.

Fonte: Filcams-CGIL