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Ne parliamo con Angela Vagni, Presidente di Anisi

Come è nata Anisi? A quali figure si riferisce e con quali obiettivi?

Anisi nasce dalla volontà di alcune aziende operanti nel settore dei servizi integrati che hanno ritenuto necessario creare un‘associazione di categoria forte per veder rappresentati gli interessi degli operatori ad ogni livello istituzionale. L’associazione ha il compito di associare tutte le aziende che operano nel mondo dei servizi integrati efiduciari in genere. Per intenderci: tutte le aziende che svolgono servizi di portierato, custodia, reception, antincendio, insomma tutti quei servizi che da oltre 15 anni vedono una sempre maggior terziarizzazione ad opera di aziende ed enti pubblici.
L’associazione, che si inserisce come rappresentante di un intero settore specialistico all’interno di Federsicurezza, intende dare rappresentatività ad un comparto che oggi rappresenta oltre 70.000 addetti; per fare questo ha come primo scopo la redazione del primovero contratto di categoria,a cui ovviamente seguiranno poi tutte le attività istituzionali per consentire un pieno riconoscimento delle attività svolte dalle aziende associate.

Nel campo della vigilanza privata, la nascita di Anisi sembra una legittimazione – ai limiti del provocatorio – di figure professionali piuttosto contestate…Vogliamo chiarire una volta per tutte cosa si intende per “vigilanza disarmata”, “vigilanza non decretata” e “portierato”?

Purtroppo bisogna riscontrare che il limite della vigente normativa non ha ancora consentito l’individuazione di precisi e legittimi ambiti di competenze dei servizi erogati da aziende del comparto.
Da ciò è nata la definizione di “zona grigia”, come spesso viene definito il campo di attività delle azienda di portierato da parte degli Istituti di vigilanza privata.
Anisi ritiene invece di aver dimostrato che questa visione non corrisponde propriamente alla realtà: in occasione del nostro primo report di settore , presentato a Roma in Federsicurezza questo luglio, abbiamo infatti evidenziato che gli operatori dei servizi integrati sono in Italia circa 78.000, ben 30.000 in più rispetto alle Guardie Giurate. Questo dimostra che il settore è assolutamente autonomo rispetto ai servizi svolti dalle guardie giurate e che, peraltro, è notevolmente sviluppato.

Rapporto Federsicurezza 2009
Rapporto Federsicurezza 2009
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In realtà sembrerebbe più semplice indicare cos’è la vigilanza armata, o meglio quali sono le attribuzioni specifiche delle guardie particolari giurate, piuttosto che definire la vigilanza disarmata/non decretata o portierato. Le limitazioni maggiori sono infatti in capo alle Guardie Particolari Giurate, che possono solo svolgere compiti di vigilanza a tutela dei beni mobili ed immobili: tutte le restanti attività, spesso a maggior valore aggiunto dal punto di vista amministrativo, possono e anzi debbono essere svolte da figure professionali diverse, come portieri/receptionist/operatori di logistica/hostess. I dipendenti delle società di servizi integrati oggi svolgono gran parte di questi servizi – servizi che in precedenza le aziende svolgevano con personale proprio (non guardie giurate), e che hanno inteso terziarizzare con processi che hanno visto la loro origine fin dal 1995.

Allo stato attuale come sono regolamentate le figure professionali di cui si occupa Anisi?

Attualmente il nostro settore non prevede un contratto unico di riferimento; vengono quindi applicati svariati contratti per analogie di figure professionali. Ciò rende il mercato molto frammentato e non consente un regolare controllo dell’attività svolta dalla varie imprese.
Questo è uno dei problemi maggiori del settore, che Anisi vorrebbe risolvere creando il primo vero contratto per la categoria. Una categoria che – è bene ripeterlo – comprende oggi circa 78.000 addetti e che sicuramente merita di essere riconosciuta e valorizzata con un contratto specifico.

A spanne, quanto potrebbe valere il giro d’affari prodotto dai servizi disarmati offerti dagli Istituti di Vigilanza italiani?

Nel settore dei servizi integrati gli istituti di vigilanza ricoprono sicuramente un ruolo marginale.
Le maggiori aziende del settore non sono infatti espressioni di istituti di Vigilanza, ma sono aziende a sé stanti.

 

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