E’ ufficiale: guardie giurate contro le navi pirata

02 Ago 2012

di Ilaria Garaffoni

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Nonostante tutti i dubbi e le perplessità (leggi questo articolo per verificare solo una parte delle problematiche in materia), anche la vigilanza privata sarà impiegata per contrastare il fenomeno della pirateria marittima.

Si legge infatti in un comunicato del ministero dell’Interno che: “entro il 2012 sarà perfezionato il decreto del ministro dell’Interno che disciplina le modalità d’impiego degli operatori della sicurezza privata  – i cosiddetti contractors – a bordo delle navi dirette in zone a rischio pirateria. (…) Le guardie giurate, ha spiegato il ministro Cancellieri anticipando i contenuti del decreto, per prestare servizio antipirateria a bordo delle navi dovranno superare, oltre a un corso base per addetti alla sicurezza sussidiaria, «anche un secondo stage finalizzato allo specifico contesto d’impiego operativo. (…) La legge accorda preferenza agli operatori della sicurezza privata che abbiano prestato servizio nelle Forze Armate, anche come volontari”.

Sul ruolo sussidiario delle gpg non si discute. Si legge infatti, nello stesso comunicato, che la prima forma di presidio resta quelle delle forze militari, “alle quali la legge 2 agosto 2011, n.130 (che contiene, tra le altre, misure urgenti antipirateria), assegna un ruolo centrale e primario nell’azione dispiegata a favore della armatoria italiana. (…) In quest’ottica è estremamente opportuno, ha detto il ministro Cancellieri, «mantenere in termini di sussidiarietà il rapporto intercorrente tra l’utilizzo dei nuclei militari di protezione della Marina Militare e quello dei cosiddetti contractors”.

E come si risolve il problema di imbarco e sbarco delle armi? Così: “imbarco non solo dal territorio nazionale ma anche dai porti limitrofi alle zone a rischio pirateria, tenuto conto che nella maggior parte dei casi le rotte non sono programmate prima della partenza ma quando le imbarcazioni si trovano già in acque estere. Una scelta funzionale, ha evidenziato il ministro, che in linea con la normativa di primo livello «consente di limitare la disponibilità delle armi a bordo al tempo strettamente necessario ai servizi di protezione».

Un solo commento: BAH!

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