Nasce un contratto ad hoc per la vigilanza disarmata!

30 Apr 2010

di Ilaria Garaffoni

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Ne parliamo con Parmenio Stroppa,
Presidente E.Bi.N.Vi.P.Ente Bilaterale Nazionale Vigilanza Privata

Se con l’accordo separato il CCNL diventa un contratto di regole, la partita economica si gioca ora sui tavoli territoriali. E’ per questo che si sente parlare di aumenti ridotti all’osso, in taluni casi addirittura di “contratto in perdita”?
L’accordo separato prevede unicamente che il CCNL studi e ratifichi delle soluzioni relative alla parte regolamentare e che la parte economica si riferisca non più all’inflazione programmata, bensì ad un altro parametro – comunque oggettivo e prevedibile – ossia l’IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione), un indice che in prospettiva porterà ad un sensibile miglioramento delle attuali condizioni. I contratti “in perdita” non sono nemmeno ipoteticamente ammissibili: è la stessa Costituzione a sancire il diritto dei lavoratori a non subire modifiche in pejus del proprio trattamento.

Se volessimo poi azzardare una quantificazione dell’incremento salariale (fermo restando che le trattative sono in corso e quindi che le stime sono suscettibili di oscillazioni), potremmo riferirci a quanto realizzato dal contratto del Turismo. Certamente non si tratta di incrementi strabilianti, ma in un momento delicato come questo non sarebbe pensabile trattare per aumenti che non rispondono ad un serio esame di fattibilità. L’obiettivo è salvaguardare l’occupazione, e lo si fa ascoltando le ragioni dei lavoratori, come quelle delle imprese, come pure le ragioni interne alle organizzazioni sindacali confederate.
Il fatto che solo alcune sigle – tra cui Uiltucs – abbiano firmato l’accordo separato sul modello contrattuale non deve, a mio avviso, portare ad una sclerotizzazione delle singole posizioni al tavolo del rinnovo: ritengo che l’unica logica che ci deve guidare in questa tornata di trattative sia quella del buon senso. Fermo restando, ovviamente, che le OO.SS. firmatarie dell’accordo separato (del quale si sono fatti garanti sia lo Stato che il ministero del Lavoro) sono tenute a rispettarlo.

Non sarà che il poco che si acquista con gli aumenti retributivi si perde poi con un azzeramento degli scatti d’anzianità ad ogni cambio d’appalto?
Assolutamente no. Nel corso del negoziato sembra passato il principio del passaggio automatico all’azienda cessionaria con la piena conservazione degli scatti d’anzianità (che la parte datoriale propone, per ora, fino al 4° livello). Certo, gli aggiustamenti verranno poi realizzati anche in base alle richieste della committenza e alle esigenze degli Istituti coinvolti, ma con l’obiettivo unico ed incontrovertibile della salvaguardia dell’occupazione.

Il rinnovo del CCNL è un’occasione per definire contrattualmente quelle figure atipiche (vigilanza disarmata) che da sempre fanno “dumping interno” alla categoria. Qual è la posizione di Uiltucs?
Crediamo che queste figure debbano essere regolamentate urgentemente e a tutti i costi.
In assenza di un quadro regolamentare univoco, infatti, le imprese oggi applicano alla c.d. vigilanza non decretata i contratti più fantasiosi utilizzando un criterio analogico, quindi: via libera al contratto di portierato condominiale, al multiservizi e pulizie e ad altro ancora. La magistratura, a sua volta in assenza di un contratto di riferimento, non può che validare qualunque opzione contrattuale adottata. Ecco perché è necessario regolamentare queste figure a tutti i costi.
In via preferenziale, il nostro obiettivo è di inserire le figure c.d. atipiche all’interno del CCNL, individuando diverse fasce di operatività (per le guardie decretate/armate e per le altre figure) caratterizzate da mansioni, formazione e trattamento economico a loro volta rapportati alla diversa professionalità. Questa ipotesi non trova però il sostegno delle imprese, che temono che prevedere due possibilità economiche all’interno dello stesso contratto collettivo – di cui una dichiaratamente più vantaggiosa – equivalga a servire all’utenza su un piatto d’argento la facoltà di giocare costantemente al ribasso. Si teme, insomma, di offrire ai clienti una scorciatoia per favorire nuovi abusi (a partire dalla scelta di addetti disarmati quando invece servirebbero le guardie giurate decretate).

E allora? Come se ne esce?
In alternativa, stiamo elaborando una nuova tipologia di contratto da costruire ad hoc.
Un contratto che nasca dall’analisi della pletora di figure che il mercato ha spontaneamente generato e che cerchi di delinearne uno sviluppo futuro, tenendo presente che il mercato va prevalentemente nella direzione della vigilanza disarmata e che i paesi più evoluti hanno visto una fioritura di figure che svolgono mansioni assimilabili ai servizi di custodia, ma per i quali non si richiede l’arma.
Sul fronte economico, dovremo trovare un’equa collocazione che tenga conto della situazione attuale.

Come hanno reagito gli altri sindacati e le associazioni datoriali a questa ipotesi di lavoro?
Attualmente stiamo trattando con una federazione di associazioni datoriali rappresentative anche del settore vigilanza privata, e siamo già in fase avanzata di studio dell’ipotesi contrattuale. Auspichiamo peraltro che, una volta predisposta la bozza di contratto, il consenso si allarghi in misura significativa.

Passiamo ad altre figure “atipiche”: gli steward. Ora non solo le società sportive, ma anche le agenzie di lavoro interinale possono espletare direttamente i servizi di stewarding negli stadi (e questo porta a pensare a formule contrattuali tristemente diverse dall’assunzione…). Cosa ne pensa?
La Uiltucs ritiene necessario regolamentare anche queste figure, ma la controparte vuole mantenere questo tipo di attività – unitamente a quella dei buttafuori nelle discoteche – al di fuori della sfera di contrattazione collettiva.

Infine una riflessione sulla bilateralità. Ritiene che il meccanismo delle liberatorie rilasciate dall’EBINVIP, unito al nuovo impianto previsto dal DM sulla capacità tecnica, possano fare un po’ di pulizia sull’attuale scacchiera competitiva?
La bilateralità sta finalmente partendo anche a livello territoriale (ormai sono stati costituiti l’ente bilaterale Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Toscana e Veneto) e ritengo che stia portando più regolarità sul mercato della vigilanza privata. Con l’ausilio dei meccanismi regolatori e sanzionatori previsti dal nuovo DM sulla capacità tecnica, auspico che si possa finalmente ragionare su un terreno competitivo sano, a tutto vantaggio dei lavoratori e anche della clientela. La certificazione liberatoria rilasciata dall’EBINVP, che attesta il recepimento e l’integrale applicazione della contrattazione collettiva nazionale e decentrata stipulata dalle parti sociali che sottoscrivono il CCNL, è peraltro ora riconosciuta per legge (DPR n.153/2008) come elemento probante per accedere alle gare d’appalto – in particolare quelle di matrice pubblica, quindi non dovrebbe più essere oggetto di discussione. Il rilascio del parere di conformità in rapporto alle norme previste dalla contrattazione collettiva in materia di apprendistato, come pure le varie attività di formazione e ricerca (da cui sono scaturite due importanti pubblicazioni – Vademecum per la gpg. incaricata di pubblico servizio e analisi comparata della Legislazione Europea nella vigilanza privata) e le varie attività a carattere sociale promosse dall’Ente Bilaterale (erogazione di un premio di laurea riservato alle gpg o ai loro figli, assegni una tantum per la nascita di figli nati nel 2010 e contributi annui per le gpg con figli portatori di invalidità) hanno infine contribuito a far conoscere ed apprezzare a più ampio spettro le potenzialità dell’Ente Bilaterale. In linea generale, mi sento di dire che lo strumento bilaterale, con quanto già realizzato e con il programma di formazione e riqualificazione professionale delle gpg predisposto, oltre agli altri vademecum sulla sicurezza e sulle competenze attribuite alla gpg dal Regolamento varato recentemente dalla Commissione Consultiva Centrale del Ministero dell’Interno per la sicurezza, si stia avviando verso un consenso sempre più ampio, significativo e utile alle parti sociali.

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