Investigatori Privati tra crisi e riforma: Federpol scrive alla Fornero

03 Giu 2012

di Ilaria Garaffoni

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VIETRI SUL MARE (SA) – Sala piena e fermento partecipativo per il 56esimo congresso nazionale di Federpol, che si è tenuto il 25 e 26 maggio nella suggestiva cornice della costiera amalfitana.
Il programma predisposto da Federpol, l’unica Federazione Italiana che raggruppa in una voce unitaria gli Istituti Privati per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza, era imperniato su tre temi portanti: il nuovo CCNL per investigatori e addetti alla sicurezza sussidiaria ; il ruolo dell‘investigatore privato tra vecchie e nuove funzioni; le innovazioni tecnologiche e informatiche che mutano gli scenari di rischio e le metodologie di indagine.

L’analisi del nuovo CCNL per dipendenti degli istituti investigativi privati e agenzie di sicurezza sussidiaria, siglato a dicembre da Federpol e Confsal, è stata affidata agli estensori di parte datoriale (Giuseppe Giurlanda di Federpol) e di parte sindacale (Eugenia Scifoni di Confsal e Paolo Tesi del CNEL). L’analisi di questo specifico contratto è stata poi calata nel contesto evolutivo che dovrebbe innovare il mercato del lavoro in generale, ed in particolare alcuni istituti – contratto a progetto, a chiamata e sull’inserimento – di cui si fa ampio uso nel settore della sicurezza privata.
Da questa doppia analisi è scaturito un ordine del giorno che Federpol ha successivamente inviato alla ministra del Lavoro Elsa Fornero.

Clicca qui per scaricare la Lettera Federpol al ministro Fornero sulla riforma del lavoro

Questi i punti cardine della nota approvata: l’attuale riforma del lavoro pare impostata sulle problematiche della grande e media impresa manifatturiera, in ciò penalizzando le piccole realtà che somministrano servizi.
Le rigidità previste dalla riforma potrebbero peraltro incrementare un costo del personale già particolarmente gravoso in un settore labour intensive come quello dei servizi di sicurezza privata. Federpol chiede quindi al ministro Fornero di aprire un’interlocuzione attiva anche con le rappresentanze delle realtà – certamente piccole, ma non meno importanti per il tessuto imprenditoriale italiano – che somministrano servizi di sicurezza.

La seconda parte di lavori era imperniata sugli aspetti normativi che stanno rivoluzionando il modo, i tempi e le possibilità di fare investigazioni private in Italia, anche a seguito dell’entrata in vigore del primo atto di riforma del settore, il DM 269/2010 (c.d. capacità tecnica).
Importante la partecipazione del mondo istituzionale (il ministero dell’Interno era presente con un videomessaggio di Vincenzo Acunzo, che ha sottolineato l’importanza della formazione e della crescita professionale), ma anche del mondo politico (Giuseppe Riccio, già Presidente della II Commissione Giustizia) e del mondo accademico (Eraldo Stefani della Sapienza di Roma, Agostino De Caro della Unimol, Giorgio Spangher Preside di Giurisprudenza alla Sapienza, Francesco Sidoti dell’Università dell’Aquila).
I quattro docenti universitari, responsabili di altrettanti progetti formativi lanciati da Federpol per qualificare l’investigatore privato a livello scientifico e professionale, hanno intessuto un dibattito a quattro voci sul ruolo dell’investigatore privato nell’alveo delle indagini difensive. Unanime il giudizio: nonostante la riforma del codice penale risalga agli anni 80, il processo penale è ancora ben lontano dal bilanciare correttamente accusa e difesa. C’è troppa diffidenza nei confronti degli investigatori, ma anche nei confronti degli stessi difensori che se ne avvalgono. I magistrati impongono pastoie e lacciuoli che di fatto svuotano di contenuto il ruolo affidato agli investigatori e la generale carenza di liquidità comprime ancor di più le reali possibilità operative degli investigatori. Questa impasse si traduce in un impedimento allo sviluppo di un ambito operativo che potrebbe invece portare maggiore giustizia e – perchè no? – nuove opportunità di lavoro.

La terza parte dei lavori era infine dedicata alle nuove tecnologie e ai nuovi rischi portati dall’informatizzazione: Isabella Corradini, con la collaborazione virtuale di Raoul “Nobody” Chiesa (noto hacker poi “passato dalla parte dei buoni”), ha illustrato i nuovi strumenti a disposizione dei cyberinvestigatori, con un particolare focus sui social network e sulle possibilità di criminal profiling attuabili con un uso combinato di tecniche psicologiche e trucchi informatici.

Importante, infine, la presenza dei delegati delle Associazioni di categoria partner di Federpol all’estero, con la Turchia e la Romania in testa, che hanno dimostrato comunanza d’intenti e di problematiche anche su uno sfondo internazionale.

Clicca qui per scaricare CCNL per i dipendenti degli Istituti di Investigazioni Private e di Agenzie di Sicurezza Sussidiaria

 

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