L’investigatore privato diventa professionista della sicurezza

17 Nov 2011

di Ilaria Garaffoni

ROMA – Lo scorso 12 novembre, presso l’Università “La Sapienza”, si è tenuto il Seminario di aggiornamento intitolato “Investigazioni e Sicurezza – Cosa è cambiato dal R.D. del 1931”, patrocinato da E.N.Bi.S.I.T., Italdetectives Association e A.I.S.S.
L’evento si inseriva nell’ambito delle iniziative volte ad assicurare la formazione e la qualificazione professionale continua richieste dal DM 269/10 agli investigatori privati, agli operatori di vigilanza privata e agli informatori commerciali.

Nell’incontro si è sottolineato come, con la riforma introdotta con il DM capacità tecnica, siano stati dettati dei parametri inderogabili, il cui rispetto assicura quella professionalità imposta dalla sempre più intensa collaborazione tra difensore e investigatore privato, soprattutto nelle indagini difensive.
Per questo non è sufficiente conoscere gli aspetti pratici-operativi del lavoro: occorre anche apprendere le regole che disciplinano l’attività e avere consapevolezza del plus qualitativo che può derivare dall’acquisizione di discipline come la psicologia forense, la psicologia giuridica, l’antropologia forense, la Business Intelligence. I docenti intervenuti hanno in tal senso auspicato la nascita di Team collaborazionali tra la parte universitaria e chi opera sul campo.

In quest’ottica, e con l’obiettivo di ottimizzare la gestione del personale in Istituti di vigilanza privata e agenzie investigative e di security, sono stati illustrate le caratteristiche del contratto di lavoro di cui al CCNL per la Sicurezza Sussidiaria non armata e le Investigazioni, nonché il ruolo svolto dall’Ente Bilaterale E.N.Bi.S:I.T., nato dal CCNL per monitorare i settori, relazionarsi con le istituzioni in rappresentanza della categoria e dei lavoratori.

L’evento ha visto l’attenta presenza di numerosi partecipanti.

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