Guardie giurate: figli di una divisa minore

L’avevamo pubblicata ad ottobre 2010: la ripubblichiamo ora per ricordare Miriam, che non è più tra noi. Senza farne una morte bianca o speculare sul dolore privato, vi facciamo rileggere le sue parole.

Lettera al Presidente della Repubblica Napolitano da una guardia particolare giurata

Non so se questa mia lettera arriverà mai al Presidente Napolitano e se arriverà mi scuso per la mia pessima grammatica, ma sono una guardia giurata con la terza media inferiore, ma che con dignità svolge il suo lavoro. Mi presento: sono Miriam Sermoneta e sono una Guardia Particolare Giurata . A Roma svolgo servizio da appena 5 anni, ma le posso garantire che sembra un’eternità. La mia vuole essere più che una lettera: vuole essere un grido a nome dei miei 5000 colleghi/e in tutta Italia perchè ci accomunano gli stessi disagi e le stesse problematiche.

Perchè la nostra categoria è così dimenticata da tutti e da tutto? Sono anni che si cerca una dignità ma nessuno ci ascolta, sono anni che gridiamo le nostre condizioni di lavoro ma tutti sembrano avere i tappi nelle orecchie. Tutti scioperano, anche le pulci tra un po’ sciopereranno: il motivo? Troppi cani che muoiono e nessuno fa nulla per evitarlo e le pulci non sanno più dove succhiare il sangue..scommetto che loro almeno sarebbero ascoltate e aiutate! Cosa chiede una Guardia Giurata? Chiede un giusto salario per le responsabilità che ogni giorno affronta: portare un’arma non è come indossare il costume dell’uomo ragno nel film …Noi indossiamo un’arma come i poliziotti, i carabinieri e le altre forze dell’ordine a cui sono giustamente riconosciuti un giusto salario e dei turni un po’ umani!
Noi siamo quelli che svolgono servizio fuori dalle Banche al freddo e sotto il sole, in silenzio, dove nessuno ci nota …Noi siamo quelli che sono nascosti dentro un cantiere, e mangiamo nelle nostre auto, con la pioggia, il caldo o il freddo …Noi siamo quelli che trasportano i vostri soldi rischiando la pelle ogni giorno …Noi siamo quelli che lavorano dalle 8hr alle 12hr 5 giorni su 5, non conosciamo Natale, Capodanno, Befana, Pasqua. Chi ha figli non li vede mai a causa dei turni massacranti, e se deve fare la spesa aspetta come un  avvoltoio i benedetti buoni pasto da euro 4,40 – i più bassi al momento.
Noi siamo quelli che in silenzio vi doniamo ogni giorno la nostra vita, e se un collega muore nessuno parla di noi, eppure gli hanno sparato, ha lasciato anche lui dei cari e nessuno gli fa un misero funerale di stato…ma anche noi abbiamo prestato giuramento allo stato!
E allora cosa chiediamo signor Presidente? Semplicemente rispetto e una giusta e degna posizione lavorativa! Siamo persone, non siamo fantasmi. Molti miei colleghi si sono sparati in servizio: sa perchè? Perchè questo mestiere logora la mente: troppe ore in solitudine e in posti dimenticati da Dio, magari è un povero Cristo che ha problemi economici e non sa come sfamare o vestire i figli o è un divorziato che non sa come mantenere i figli e pagarsi l’affitto, o semplicemente una persona che come me vive da sola e non riesce a campare … perchè con questo stipendio non si campa! E allora questa solitudine, in questo cantiere ti fa pensare, ti logora e allora che fai? Boom. E la colpa di chi è? E’ sua? No, è vostra perchè non fate nulla per aiutarci. Se mai un giorno le capiterà di leggere questa mia lettera, caro Presidente, per favore non la cestini ma ci rifletta sopra e se le capita di incrociare una Guardia Particolare Giurata fuori di una Banca, la saluti e le offra un caffè, perchè lei di lì non può spostarsi. La guardi negli occhi e veda se è felice e magari finalmente capirà che anche noi siamo Uomini e Donne con una divisa degni di essere considerati.

Un caro saluto
Miriam Sermoneta, GPG