Un Istituto di vigilanza estero può operare in Italia?

26 Ago 2011

di Ilaria Garaffoni

Buongiorno Redazione,
sono titolare di un’agenzia investigativa a Roma. Collaboro con un istituto di vigilanza con sede in un altro paese europeo e dovrò probabilmente aprirne un nuovo istituto nello stesso paese. Un Istituto di vigilanza regolarmente autorizzato da un altro paese europeo può operare in Italia?

Alessandro, D.

Gentile Lettore,
per questa domanda sul diritto di stabilimento e sui servizi trasfontalieri nella vigilanza privata le faccio rispondere dal nostro mega esperto Piero Provenzano, Presidente Centro Studi Legislativi Federpol:

“la norma di riferimento è l‘art. 134 bis del TULPS, che sancisce la possibilità, da parte di un Istituto di Vigilanza già autorizzato in uno Stato membro dell’Unione Europea, di stabilirsi nel nostro territorio, dimostrando di possedere i requisiti, i presupposti e le condizioni, previste dal nostro ordinamento.
Va però tenuto presente quelli che sono gli obblighi e gli adempimenti già assolti nel proprio Stato, che, qualora compatibili, potranno essere riconosciuti. E’ evidente che necessita comunque l’emissione di un Decreto da parte della prefettura ospitante la sede dell’Istituto. Nell’ipotesi di servizi transfrontalieri o temporanei, questi dovranno essere svolti nel rispetto delle condizioni e modalità previste dal Regolamento di Esecuzione del TULPS“.

Tutto chiaro?

Grazie per aver fatto sentire la sua voce obliqua!

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