Tanto rumore per nulla. L’articolo de La Repubblica, che sanciva la fine della luna di miele tra la Lega e A.N.G.G.I. (Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane), delusa, secondo il giornalista, da un decreto sicurezza che non menziona le giurate al punto da minacciare un’intera settimana di sciopero, viene smentito. Chiarisce la vicenda il presidente dell’Associazione A.G.R.I Massimo Raffi, con un comunicato stampa inviato anche al ministero dell’Interno e che riportiamo integralmente. Continua a leggere

Far west sulle strade
L’anno 2019 si è aperto con uno spettacolare (non per chi l’ha subito) assalto ad un portavalori Ivri partito da Bari e diretto a Matera dove avrebbe dovuto consegnare 2,3 milioni. La dinamica ricorda un analogo fatto di qualche anno fa: il commando ha bloccato il furgone, chiuso la strada con due autocarri dati poi alle fiamme e utilizzato pale meccaniche per sventrare il mezzo. Sarebbe il caso di aprire una seria discussione sulla sicurezza nel trasporto  valori, attività sempre più rischiosa e mal pagata. Continua a leggere

Nel 2018 un italiano su due ha scelto di affidarsi ai sistemi d’allarme e alla vigilanza privata, con un trend in netta crescita rispetto al 2017, quando la quota si fermava al 38%. Tra i servizi preferiti dagli utenti, i sistemi di allarme connessi ad una Centrale Operativa monitorata da Guardie Giurate. Sono dati forniti da Verisure, che assieme a Sondea ha condotto uno studio sulla percezione della sicurezza in Italia, identificando le misure di risposta più gradite. Continua a leggere

E’ nata l’Associazione Guardie Giurate d’Italia con molti progetti e il seguente direttivo: Presidente Alessandro Schiroli; Vice Presidente Maurizio Spotti; Segretario Nazionale Massimo Plebani; Consigliere Nazionale Lorenzo Bonnini; Consigliere Nazionale Emanuela Endrizzi; Consigliere Nazionale Angelica Truscello. Continua a leggere

Il 2018 si è chiuso con l’ultima tornata di negoziazione del rinnovo del CCNL della vigilanza privata, che ha messo a segno un testo essenzialmente condiviso sullo spinoso tema del cambio d’appalto. Nel nuovo approccio contrattualistico, tale procedura si dovrà attuare con modalità più vincolanti e non diversificate tra vigilanza privata e servizi fiduciari. Resta ad oggi in sospeso la definizione dei parametri per la quantificazione delle unità da trasferire. Tuttora insoluto, invece, è il tema della carenza di malattia, dove non sembra trovarsi un punto di caduta condiviso tra le parti sociali. Continua a leggere

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