La sicurezza non si improvvisa: no ai volontari per controllare i distanziamenti

La verifica dei distanziamenti in parchi, spiagge, piazze, movida e trasporti è davvero “il” nuovo mercato per guardie giurate, addetti ai servizi di controllo e operatori fiduciari? Forse no, visto che il Governo aveva annunciato l’arruolamento “volontario” – poi miracolosamente rientrato – di 60.000 percettori di reddito di cittadinanza per occuparsi di social distancing. Togliendo in sostanza lavoro a professionisti, formati e addestrati per svolgere quel mestiere in piena sicurezza, per darlo a chi già percepiva un reddito e non aveva un’idea nemmeno vaga del mestiere.
Ne abbiamo parlato con Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza-Confcommercio.

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Guardie civiche al posto di professionisti della sicurezza? No grazie

Ha fatto molto discutere la proposta del Governo di reclutare 60.000 Guardie Civiche tra i percettori del reddito di cittadinanza per affidare servizi di social distancing. Sì, proprio quei servizi che hanno “salvato” il comparto sicurezza privata, ma soprattutto il paese stesso, in un momento di incredibile difficoltà. Per fortuna AISS -Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – assicura che la proposta è stata abortita. Resta però essenziale mettere in piedi un tavolo di discussione serio con chi realmente conosce il mestiere.

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Decreto Rilancio: 600 euro anche agli addetti ai servizi di controllo

Il DL 19 maggio 2020 n. 34 ha finalmente inserito tra le categorie ammesse alle indennità per causa Covid-19 anche i lavoratori, fino ad allora esclusi, del settore “intermittente” che abbiano  svolto prestazione  lavorativa per  almeno 30 giornate  nel  periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020. Per questi lavoratori il Governo ha stanziato un contributo di 600 Euro. Soddisfazione per l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – AISS, FederTerziario ed UGL Sicurezza Civile, che vedono inclusi nel trattamento anche gli addetti ai servizi di controllo secondo la dizione del Decreto Maroni (ex buttafuori, per intenderci).

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Fare vigilanza privata a Venezia ai tempi del Covid-19

Lavorare in una città come Venezia è un raro privilegio; lavorarci però durante una pandemia ha richiesto un vero atto di fede per sostenere un sistema produttivo purtroppo al collasso.  Gaetano Castellano, titolare di Castellano Vigilanza, realtà che da 95 anni è punto di riferimento per i servizi di vigilanza privata e sicurezza per le aziende del triangolo industriale veneto e associato UNIV, ha affrontato la fase 1 in un mercato completamente fermo e si prepara ad una fase 2 con coraggio, voglia di ripartire e un’offerta che unisce servizi professionali e hi tech.

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Vigilanza Privata: rilevare la temperatura in sicurezza si può

E mentre non si hanno ancora notizie uniformi sulla riapertura delle sezioni del Tirassegno (ad ulteriore contrazione della domanda di vigilanza armata, già frenata dal crollo del trasporto valori), cresce però la richiesta di sicurezza disarmata, con i servizi di controllo dei distanziamenti e della temperatura che arrivano a toccare anche ambiti spesso off-limits per le guardie giurate, come le spiagge o i parchi pubblici. Ma anche questi servizi devono essere svolti con la massima cautela, nel rispetto delle regole e con tecnologie professionali che minimizzino il rischio. Ne parliamo con Amedeo Basile, Product Specialist Engineer Front End TVCC di Hikvision Italy.

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