Burnout nella vigilanza privata: un fenomeno in espansione

04 Ago 2023

di Redazione

Esaurimento, alienazione lavorativa, diminuzione del rendimento, stress in azienda e anche a casa: suona familiare? Sono le tre fasi tipiche dell’insorgenza della sindrome da burnout, tipica dei caregiver ma purtroppo molto comune anche nel settore vigilanza privata, complici salari da fame, turni massacranti e un\’arma personale che non aiuta mai. Riportiamo di seguito un\’interessante ricerca svolta da Francesco Gabrielli sulla possibile insorgenza di questo tipo di patologia nelle guardie giurate.

Burnout nella vigilanza privata di Francesco Gabrielli

La sindrome da burnout nella vigilanza privata è un fenomeno in netta espansione, purtroppo spesso sottovalutato o scambiato per altri tipi di patologie più comuni e non per una patologia da stress-lavoro correlato. Questa patologia è tipica delle “professioni d’aiuto”, che sono tutte quelle professioni che fanno dell’aiutare e del dedicarsi al prossimo il loro obbiettivo primario, in tale categoria rientrano e sono riconosciute: infermieri, vigili del fuoco e similari. La professione di guardie giurata entrerebbe di diritto in questa categoria, ma nella maggior parte dei casi non viene riconosciuta come tale e questo è uno dei fattori scatenanti – e dei più sottovalutati – della sindrome da burnout nella categoria.

La sindrome da burnout o più semplicemente burnout è una sindrome derivante da stress in ambito lavorativo, che naturalmente si ripercuote nella vita extra-lavorativa e ne peggiora la qualità. Nello specifico presenta tre fasi caratteristiche: esaurimento, alienazione lavorativa e diminuzione del rendimento.

Con esaurimento si intende un soggetto insolitamente esausto, fisicamente ed emotivamente, incapace di fronteggiare le sfide quotidiane, ma soprattutto quelle lavorative, sempre più scoraggiato e privo di energia. Simultaneamente all’esaurimento, le persone affette da burnout esperiscono un’alienazione lavorativa e si sentono sempre più frustrati e stressati, dando il via ad una fase di cinismo acuto nei confronti dei propri colleghi e dei destinatari del proprio lavoro, al contempo diventano distaccati ed il loro impegno diminuisce notevolmente. Infine, la diminuzione del rendimento consiste in un abbassamento del livello della performance dovuta ad un calo di motivazione, concentrazione e creatività che inducono all’incapacità di far fronte alle proprie mansioni lavorative, perdendo fiducia nelle proprie capacità

Vista la netta espansione del fenomeno negli ultimi anni e l‘incapacità degli addetti ai lavori di capirne gli effetti a lungo termine, a dir poco catastrofici, è stato sottoposto ad un campione di 40 GPG un test chiamato “test breve di B.Potter”, per capire se davvero questo fenomeno è cosi diffuso in una categoria cosi delicata come la nostra, una categoria che vanta più di 60.000 unità su tutto il territorio nazionale ma che troppo spesso viene abbandonata a se stessa senza adeguata formazione nè prospettiva di crescita personale e salariale.

Il test di B.Potter viene utilizzato soventemente per capire se c’è il rischio di sviluppare tale sindrome, oppure per valutarne la vera e propria presenza. Questo test è facilmente adattabile a quasi ogni contesto lavorativo, poiché non presenta riferimenti specifici e quindi si presta ad essere sottoposto alle GPG.\r\n\r\nLegenda test breve di B.Potter:

Punteggio da 25 a 50, non sei a rischio burnout

51 a 75 meglio prendere delle misure preventive

76 a 100 sei candidato al burnout

101 a 125 sei in burnout.

I dati raccolti alla fine del test sono agghiaccianti: su un totale di 40 soggetti partecipanti, 14 hanno totalizzato un punteggio tra il 51 ed il 75, solamente un partecipante ha totalizzato un punteggio tra 76 e 100 ed i restanti 25 hanno totalizzato un punteggio tra 25 e 50 (vedi legenda).

Questi dati hanno una valenza significativa, vista la particolarità del ruolo ricoperto dalle GPG, che ricordiamo in possesso di porto d’armi per uso personale, con possibilità di essere armati anche al di fuori del contesto lavorativo. Capiamo bene che l’insorgenza cosi alta nella categoria dipende da fattori comuni a tutte le GPG, come gli orari estenuanti ed i pochi riposi, la paga non commisurata alle responsabilità di servizio (le GPG vengono spesso utilizzate in servizi delicati ed in strutture delicate come SerD, pronto soccorsi e strutture sensibili di ogni genere), per arrivare ad un trattamento economico che rasenta la soglia di povertà. Tutti questi fattori, purtroppo, non aiutano ad alleviare le situazioni lavorative ed avvicinano i soggetti a tutte quelle patologie da stress-lavoro correlate, ma anche derivanti dalla situazione lavorativa, come ansia generalizzata e depressione.

Questo test non ha l’obiettivo di fare diagnosi, bensì di sensibilizzare gli utenti verso tale sindrome e cercare di prevenirne il più possibile l’insorgenza.

I Video

https://www.anivp.it/

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