E’ stato pubblicato in GU il DL 10 agosto 2018 n. 104, che riforma le regole in materia di controllo dell’acquisizione e detenzione delle armi. Di particolare interesse per il settore della vigilanza privata è l’art. 12 (punti 2 e 3), che annovera, tra i soggetti abilitati alle visite mediche, anche i medici militari e della polizia di Stato in servizio. Un gradito “ritorno al passato” (la funzione era affidata al medico militare fino al 1998), soprattutto perchè risolve diversi problemi ma anche perchè significa che la politica ha ascoltato le richieste del settore.
Poiché infatti rarissimamente le strutture militari accettano soggetti non appartenenti alle FF.OO, la norma – sino al decreto del 10 Agosto – era quella di rivolgersi alla Asl, con i tempi biblici che tutti i cittadini italiani ben conoscono. Aggravati però dal fatto che il medico spesso prescrive ulteriori accertamenti. Si parla di una media minima di 4/5 visite, di 3/4 mesi di attesa e di un costo che si aggira intorno ai 300/350 euro (numeri che raddoppiano per le Asl). Con un’ulteriore e grave conseguenza: la non agibilità della guardia giurata. Che significa, lato impresa, non poter coprire efficacemente i servizi, ma soprattutto significa, lato lavoratore, non poter guadagnare e rischiare pure il licenziamento se passano oltre 180 giorni dalla sospensione.

La novella posta dal decreto è quindi salutata con grande positività dal comparto sicurezza.

Decreto-armi-DL 104 10 Agosto 2018
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