Coopservice: il Covid ha accelerato un processo di innovazione già in atto nella vigilanza privata

I lavoratori della vigilanza privata hanno mostrato grande senso di responsabilità, spirito di sacrificio, massima abnegazione al lavoro e al ruolo – essenziale non solo di fatto ma per decreto – che il Governo ha ritenuto di assegnare loro: l’abbiamo riscontrato in tutte le interviste dell’era Covid-19 e nel Cavalierato della Repubblica che è stato assegnato, per la prima volta, ad una guardia giurata.
Coopservice non fa ovviamente eccezione e, tra servizi che sono cresciuti e servizi che hanno perso, ritiene che l’emergenza abbia accelerato un processo di innovazione che era già in atto nel mondo del lavoro. Ne abbiamo parlato con Salvatore Fiorentino, Director Security Services/Senior Security Manager presso Coopservice.

Siamo entrati a pieno titolo nella fase 2/3/n: che bilancio potete fare ad oggi? Quali servizi hanno tenuto e quali hanno perso e di quanto?

Una premessa. La nostra Cooperativa, all’inizio dello stato di emergenza e ancor prima del lockdown, ha immediatamente aggiornato il proprio piano di Business Continuity in ottica antiCovid, per garantire la continuità operativa di tutti i servizi attraverso la riorganizzazione dei turni di lavoro e un potenziamento dei back up delle infrastrutture gestionali e di comunicazione.
I servizi che hanno tenuto, ed in alcuni casi incrementato le quote di fatturato, sono riconducibili ai settori classificati come essenziali (grande distribuzione organizzata alimentare, industrie di trasformazione e distribuzione di prodotti zootecnici e agricoli, ospedali, case di cura, cliniche private, ecc). I servizi che hanno invece risentito della crisi si raggruppano in 4 categorie: trasporto e contazione valori (con picchi negativi fino al 70%); trasporto persone (porti, aeroporti, stazioni, metropolitane); istruzione (scuole e università); portierato (erogabile in pieno lockdown solo per le realtà aziendali autorizzate ad operare secondo la lista dei DPCM).

Qual è la stata la risposta dei lavoratori?

Davvero esemplare, permeata da grande senso di responsabilità, spirito di sacrificio e disponibilità nei confronti dell’azienda e più in generale del prossimo: li ringrazio uno ad uno. Non ci sono davvero parole sufficienti per dimostrare l’immensa gratitudine che meritano.

I “nuovi mercati” agevolati dal Covid (rilevazione temperatura, controllo del social distancing in spiagge, piazze, mercati etc) potranno essere proposti anche dopo la pandemia?

La nostra azienda, per fronteggiare l’emergenza e rispondere alle nuove esigenze di prevenzione, ha elaborato delle proposte operative e tecnologiche legate alla misurazione della temperatura corporea e al rispetto delle procedure di accesso anticontagio in luoghi pubblici e privati, realizzando pacchetti ad alto contenuto tecnologico (sistemi di videosorveglianza dotati di termocamere, tablet intelligenti in grado di svolgere funzione di videocitofono, lettore di temperatura, verifica di mascherina indossata, info point, conteggio automatico ingressi per evitare il sovraffollamento, ecc). Soluzioni tutte integrate con sistemi di controllo accessi in grado di aprire automaticamente porte o varchi, se sono rispettati determinati requisiti di sicurezza preimpostati. Tutte queste soluzioni, indipendentemente da ciò che deciderà il Governo al termine dell’emergenza, saranno comunque riutilizzabili per applicazioni tradizionali di sicurezza e saranno sempre un valido ausilio nella corretta gestione di varchi e/o portinerie.

Avete fatto ricorso alla Cassa integrazione? Teme ricadute occupazionali quando finiranno gli ammortizzatori sociali e verranno sbloccati i licenziamenti?

Anche la nostra azienda ha dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali, tenuto conto soprattutto dei cali di fatturato che si sono prodotti in alcune aree. Noi però vogliamo vedere positivo e auspichiamo che il Paese possa ripartire senza ripercussioni sui livelli occupazionali.

Il Covid-19 impone di non prendere i mezzi pubblici negli orari di punta, di auto quarantenarsi in presenza di sintomi, etc: come è possibile organizzare dei turni di lavoro efficaci?

A mio giudizio questa emergenza ha accelerato un processo di innovazione già in atto nel mondo del lavoro, legato soprattutto al rapido sviluppo della connettività in “banda larga” ma non solo, consentendoci di attivare senza particolari difficoltà lo smart working per un’ampia fascia di lavoratori con incarichi di tipo consulenziale, amministrativo ed organizzativo. Crediamo pertanto che questa esperienza possa essere proseguita anche in questa fase transitoria per rispondere, in parte, alle problematiche organizzative dei turni di lavoro da lei citate ed eventualmente consolidata, pur con declinazioni diverse, anche per il futuro.

Cosa direbbe a Conte?
Che non lo invidio.

A chi vorrebbe fosse rivolta la prossima intervista di VPOnline?
Forse a Vittorio Colao per sapere se, tra le azioni per rilanciare l’economia che la sua task force ha presentato al governo, hanno incluso iniziative per sostenere e sviluppare il settore dei servizi di vigilanza e sicurezza, che considero fondamentale in un momento di crisi sanitaria, economica e sociale come quello che stiamo vivendo.