Nuova direttiva appalti e sicurezza privata: bandito il prezzo più basso

abbasso-il-ribassoIl 28 marzo 2014 sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea tre direttive che riformano il settore degli appalti e delle concessioni. Tra queste, la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici nei settori ordinari introduce disposizioni più severe sulle “offerte anormalmente basse” e la preferenza, per quanto riguarda i criteri di aggiudicazione nell’assegnazione degli appalti, dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ebbene, a fine agosto le parti sociali – rappresentate per la parte datoriale in CoESS (Confederation of European Security Services) e per i lavoratori da UNI Europe (Federazione Europea che assomma vari Sindacati in campo di sicurezza privata) – entrambe particolarmente attive durante l’iter normativo, hanno firmato un avviso comune che verte su quattro aspetti chiave nel tema “appalti”: 1) criteri di assegnazione delle gare; 2) offerte anormalmente basse; 3) governance; 4) appalti elettronici. Un atto che ricorda molte simili operazioni portate avanti sul piano nazionale.
Per quanto riguarda il primo punto, benché le parti sociali siano consapevoli delle restrizioni di budget cui devono far fronte le stazioni appaltanti pubbliche, non ritengono però accettabile che le aggiudicazioni delle gare vengano operate sulla base del solo prezzo più basso. Questa pratica, sempre più diffusa, vanifica gli sforzi compiuti da molti operatori per elevare la qualità dei servizi e penalizza l’immagine del settore nel suo complesso, ma soprattutto rappresenta un rischio per i lavoratori. E’ quindi con soddisfazione che le parti sociali europee del comparto sicurezza guardano alla Direttiva e chiedono ai rispettivi soci sul piano nazionale, che per la parte datoriale in Italia sono rappresentati da Federsicurezza (aderente a Confcommercio), che si adoperino affinché:

1) la Direttiva (che prevederebbe un regime speciale per i servizi di sicurezza privata) sia interamente applicabile per la parte relativa ai criteri di aggiudicazione e alle esclusioni dalle gare d’appalto;

2) negli appalti la contrattazione collettiva nazionale (vedi art. 18.2 della Direttiva) venga rispettata, quindi che la legge nazionale preveda che, nell’aggiudicazione delle gare, vengano tenuti in considerazione i costi del lavoro derivanti dai CCNL e che le offerte sotto tale soglia vengano rigettate dalla stazione appaltante come “anormalmente basse”;

3) si possa (vedi art. 57) far escludere da una gara un operatore che si dimostri non essere in regola con la contribuzione fiscale, la previdenza sociale o gli altri oneri previsti dai CCNL o che abbia dimostrato reiterate e rilevanti carenze nelle performance e negli standard di qualità o abbia cagionato danni o comunque abbia cessato l’appalto prima del termine per cause a lui imputabili;

4) la qualità – e non il prezzo più basso – venga espressamente menzionata come criterio principale per l’aggiudicazione degli appalti per servizi di sicurezza privata.

Le direttive sono entrate in vigore il 18 aprile 2014 e gli Stati membri dovranno recepire le disposizioni delle nuove norme nell’ordinamento nazionale entro il 18 aprile 2016. Ci chiediamo se questi accorati appelli, simili a molti altri avvisi comuni elevati dagli operatori italiani alle istituzioni nazionali, resteranno lettera morta oppure avvieranno una nuova era negli appalti pubblici.

Per intanto leggetevi la Direttiva Appalti. L’avviso comune CoESS -UNI Europe è scaricabile solo in lingua inglese, ma l’articolo lo sintetizza abbastanza fedelmente.

Direttiva Appalti UE 2014
Direttiva Appalti UE 2014
Direttiva Appalti UE.pdf
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