Il 16 agosto 2019 è stata resa disponibile dal CENELEC, Comitato europeo di normazione in ambito elettrotecnico, la nuova norma per le Centrali di Telesorveglianza degli Istituti di Vigilanza Privata, denominata EN 50518:2019. Le novità non sono di poco conto e la pubblicazione in Italia è prevista per Febbraio 2020. Per saperne di più e predisporre gli adeguamenti del caso, ne parliamo con l’unico italiano ad aver partecipato ai lavori di stesura della norma in rappresentanza di CoESS (Confederation of European Security Services, rappresentata per l’Italia da Federsicurezza): Antonello Villa.

Innanzitutto, la nuova norma è già disponibile in Italia?

Non ancora, però dovrà essere pubblicata in Italia entro un anno dalla data di ratifica, che è avvenuta il 6 febbraio 2019, quindi entro il 6 febbraio 2020.
E’ probabile che anche questa nuova edizione, come la precedente, sia pubblicata congiuntamente dagli enti di normazione tecnica italiani UNI e CEI, assumendo così il titolo UNI CEI EN 5018:2019 o :2020, a seconda dell’anno in cui verrà pubblicata. Questa edizione sostituirà l’attuale serie di norme 50518 del 2014.

Con che tempi e modalità avverrà la transizione alla nuova norma?

Questi dettagli verranno stabiliti di concerto tra UNI, CEI, Accredia e Ministero dell’Interno.

Venendo alla sostanza, quali sono le novità salienti?

La EN 50518:2019 introduce delle novità importanti.
Innanzitutto è stato esteso il campo di applicazione per includere gli allarmi provenienti da sistemi quali antincendio, controllo accessi, telecamere a circuito chiuso, telesoccorso e altri.
Le Centrali di Telesorveglianza o Alarms Receiving Centres (ARC in inglese) sono ora suddivise in due categorie: la prima corrispondente all’unica categoria descritta dalla precedente versione della norma e applicabile agli Istituti di Vigilanza; la seconda limitata a tutte quelle operazioni in ambito non di sicurezza, indipendentemente dal tipo di impianto collegato.

Ci può fare un esempio?

Per la gestione di segnali di tipo antincendio può ad esempio essere sufficiente la seconda categoria (identificata come “II” nel testo della norma), a meno che tali segnali non siano integrati con altri in ambito di security, quali quelli di un impianto antintrusione: in questo caso la categoria applicabile è invece la prima (identificata come “I” nel testo della norma).

Altre novità di rilievo?

E’ stata infine inserita una sezione aggiuntiva che fissa i requisiti per l’organizzazione, ossia per la società che gestisce la Centrale di Telesorveglianza, in termini sia generali sia specifici per la governance e per la strategia, gli aspetti legali, il sistema di gestione, il personale.

Quali cambiamenti invece per le altre sezioni che oggi suddividono anche dal punto di vista editoriale la norma in tre parti?

La EN 50518:2019 sostituisce, raggruppandole, le attuali tre parti che si occupano della sede – il cosiddetto “guscio”- i sistemi di ricezione e le procedure, oltre alla nuova parte che riguarda l’organizzazione. Sono state aggiornate le definizioni e le altre norme di riferimento, ma non solo: la norma è stata resa più flessibile e attuale.

In che senso?

Ad esempio stati introdotti dei requisiti per la struttura del “guscio” che tengano conto della sua accessibilità; si fa poi maggiore leva sulle procedure operative standard (SOP – Standard Operating Procedure) e sugli indicatori chiave di risultato (KPI – Key Performance Indicator) piuttosto che sui requisiti fissi.

 

 

 

 

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