La mattinata in Confcommercio dedicata al tema dell’autotrasporto si è conclusa con l’impegno di più Associazioni di diversi comparti a redigere un protocollo d’intesa che metta al centro la sicurezza degli uomini e delle loro attività. Un impegno giustificato dalla necessità di improntare la normazione ad una logica di reale prevenzione, senza inutile propaganda, ragionamenti a compartimenti stagni o tiraggi di giacchette che possono avere conseguenze anche nefaste.

“Se per pagare meno il trasporto, ben 3000 veicoli da 108 tonnellate circolano su infrastrutture pensate per una circolazione molto inferiore, i rischi strutturali sono immani. Rischi che peraltro potrebbero essere scongiurati da una sensoristica ad hoc” – ha ammonito Paolo Uggè, Vice Presidente di Confcommercio e Vice Presidente Vicario di Conftrasporto.

La questione normativa ha portato il dibattito su un secondo quesito: siamo certi che chi sovrintende alla sicurezza abbia le competenze per farlo? “Nel settore dei servizi di sicurezza – ha specificato Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, non abbiamo più interlocuzioni con l’autorità tutoria, con il risultato che l’Amministrazione sta partorendo abomini come le guardie giurate a partita IVA”.

E ammettendo che chi sovrintende alla sicurezza abbia le competenze per farlo, chi deve poi comprare la sicurezza è in grado di comprendere che la tecnologia e la formazione del personale presentano un conto? – ha chiesto provocatoriamente all’uditorio Ignazio Arecco, Presidente di A.I.Per.T., Associazione Italiana Periti Trasporti. Il rapporto tra sicurezza e costi è sempre stato delicato, ma bisogna far prendere atto alla committenza che la sicurezza low cost non può esistere – ha ammonito Antonello Villa, Membro del Committee Monitoring in CoESS – Confederation of European Security Services. La verità, ha replicato Claudio Gatti, che per 42 anni ha militato nella Polizia di Stato, è che l’Amministrazione non ha risorse né personale sufficiente, inoltre ha un apparato burocratico pachidermico, che le fa perdere costantemente terreno rispetto ad un’evoluzione tecnologica che corre ad alta velocità.

Ed è un vero peccato, perché la tecnologia funziona. Lo dimostrano i numeri, al netto dei sensazionalismi mediatici o del procurato allarme di chi vuole vendere sensori e allarmi a tutti i costi – ha detto Romano Lovison, Presidente di ANSSAT, Associazione Nazionale Servizi Satellitari e Telematici. Il settore dell’autotrasporto sta infatti oggi vivendo un fenomeno criminoso che si potrebbe ritenere fisiologico. E questo grazie alle tecnologie satellitari messe in campo negli anni. Non vanno inoltre sottovalutate la componente umana e le sofisticazioni cyber, vera minaccia futura per la sicurezza del comparto. È dunque essenziale, per attivare un processo virtuoso, che l’intera filiera del comparto – stakeholder inclusi, con l’universo delle Assicurazioni in testa – sia coinvolta e responsabilizzata. Questa è la linea di pensiero che contraddistingue i nuovi livelli di sicurezza redatti da ANSSAT, come ha puntualizzato Gianfranco Iovino, Segretario ANSSAT. Si tratta di linee di indirizzo che trattano la sicurezza delle auto e dei mezzi pesanti, mettendo a sistema le esperienze maturate dai player del settore: ne consigliamo la lettura.

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