Rinnovo CCNL Vigilanza Privata: una proposta davvero “economica”

Un aumento nell’arco di 4 anni a partire da marzo in 4 rate uguali fino al 31.12.2025, senza comunque superare il parametro IPCA e senza riconoscimento del pregresso dalla scadenza del precedente CCNL (la bellezza di 7 anni). Questa la proposta economica (in senso letterale…) che le imprese hanno presentato alle Segreterie Generali di Filcams-CGIL, Fisascat- CISL e Uiltucs-UIL per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro della vigilanza privata. Di seguito il comunicato dei sindacati – che non richiede, purtroppo, ulteriori commenti.

“Sotto il profilo dell’impianto, la proposta non tiene conto dell’esigenza – da sempre espressa dai sindacati – di recuperare il differenziale relativo al salario dei livelli di inquadramento dei servizi di sicurezza, che rischierebbe così di continuare a presentare i noti e conclamati problemi di insufficienza.

Come organizzazioni sindacali, nel rimarcare tali incongruenze e giudicando nettamente insufficiente la proposta, abbiamo ribadito che l’aumento salariale deve tenere conto del lungo periodo trascorso e deve attestarsi ai valori retributivi medi ottenuti nei rinnovi contrattuali.

Inoltre bisogna che ci si attesti, a regime, a livelli retributivi dei Servizi di sicurezza con importi coerenti con la specificità di questa attività.

Purtroppo non è stato possibile sviluppare la discussione in quanto le Associazioni Datoriali hanno giudicato talmente ampie le distanze tra le posizioni da richiedere un supplemento di verifica al proprio interno circa la fattibilità del percorso negoziale.

Si è così stabilita una nuova sessione di trattativa per i giorni 1 e 2 marzo, sollecitando entro tale data anche la conclusione del confronto sulle materie del mercato del lavoro e dell’orario di lavoro, della contrattazione integrativa e del cambio di appalto: argomenti sui quali, dopo la discussione svolta il 9 febbraio, si era in attesa di comprendere il punto della mediazione conclusiva”.