Trasporto valori in crisi per la demonizzazione del contante

Su Change.org circola una petizione per abolire il contante, ritenuto “sporco sia dentro che fuori”, a favore delle sole transazioni elettroniche. Oltre al rischio Covid, la nota piattaforma di petizioni attribuisce infatti alla circolazione di monete e banconote un ruolo di spicco nella crescita degli affari della criminalità organizzata e dell’evasione fiscale. Accuse di sicura presa pubblica e che tuttavia dimenticano che il rischio di contagio a mezzo contante è identico a quello in cui si incorre digitando un PIN e che molti consumatori, soprattutto le fasce più deboli, non dispongono di altri mezzi di pagamento. Ma soprattutto, rammenta Assovalori (Associazione delle aziende del trasporto valori), questa demonizzazione potrebbe mettere definitivamente in ginocchio un settore che occupa migliaia di dipendenti.

Assovalori, si legge in un comunicato, “nel condividere pienamente iniziative volte a potenziare il contrasto all’evasione e al riciclaggio di denaro, ritiene che debba essere assolutamente evitata qualsiasi forma di criminalizzazione nei confronti dell’utilizzo di denaro contante, in ragione degli effetti negativi che politiche di messa al bando del cash produrrebbero sui cittadini e sul sistema economico-finanziario nel suo complesso. Come testimonia lo studio della Banca d’Italia L’utilizzo del contante in Italia: evidenze dall’indagine della BCE – Study on the use of cash by households, quasi l’86% delle transazioni avviene in contanti con un valore medio delle singole transazioni di circa 14 euro, a riprova del fatto che la propensione degli italiani all’utilizzo del contante è maggiore per le spese quotidiane di importo assai modesto. Con questa iniziativa ancora una volta si associa il libero utilizzo del contante a comportamenti criminogeni senza tenere in debita considerazione gli impatti negativi che la sua abolizione avrebbe per la società.

Il denaro contante è una riserva di valore e la dematerializzazione della moneta reca in sé un elemento di vulnerabilità in relazione alla resilienza agli attacchi informatici degli stessi circuiti. In talune situazioni di emergenza, resta l’unico mezzo di pagamento a disposizione della collettività. Esemplificativo è il monito dell’Agenzia nazionale per le emergenze civili svedese che in ragione dell’alto tasso di dematerializzazione del cash nel Paese ha invitato i cittadini a mantenere delle riserve in contanti in caso di attacchi terroristici, malfunzionamento delle reti e instabilità politica.

Quanto alla possibilità che il denaro contante possa trasformarsi in vettore di malattie infettive, è opportuno sottolineare come si tratti di un’esposizione al rischio del tutto paragonabile a quella in cui si incorre digitando un PIN presso uno sportello ATM o su un POS. I consumatori che utilizzano le carte di pagamento devono prendere le stesse precauzioni di coloro che utilizzano banconote e monete.

Il contante è uno strumento di pagamento a disposizione di tutti. Riveste un ruolo fondamentale per gli anziani, i senzatetto e altre categorie emarginate, come gli 1,7 miliardi di persone nel mondo che non dispongono di un conto in banca. Garantirne la circolazione tutela la libertà personale del consumatore. Pur comprendendo la necessità di contrastare fenomeni quali il riciclaggio e impedire che la carenza di liquidità delle imprese apra spazi alla criminalità organizzata, si ritiene altrettanto importante garantire la resilienza dell’ecosistema di pagamento esistente, assicurandosi che le fasce della popolazione più vulnerabili non siano private ​​del solo mezzo di pagamento a loro accessibile. La lotta alla criminalità organizzata, che deve essere una priorità, non può essere condotta attraverso misure draconiane che limitano la libertà dei cittadini.

Esiste, inoltre, un settore di operatori specializzati nel trasporto e nella gestione del contante in cui sono operative decine di realtà e migliaia di dipendenti, che sono stati impegnati durante la pandemia ad assicurare la disponibilità di contanti a beneficio del sistema Paese. La messa al bando del denaro contante avrebbe conseguenze catastrofiche sull’intero comparto”.