Dopo l’omicidio del capotreno a Bologna in un’area ferroviaria non sorvegliata e dopo lo sfregio di una guardia giurata in stazione a Poggiomarino, Ugl Sicurezza civile sollecita l’approvazione del DdL n. 902 di riforma della vigilanza privata che ha già avuto il via libera di tre commissioni. Per Alessandro Cardinale (Dirigente di UGL Sicurezza Civile) le criticità sono tante: la legge non definisce quale sia il minimo di operatori da impiegare nei servizi di vigilanza armata, spesso gli operatori disarmati lavorano nel settore sicurezza con contratti non coerenti con le mansioni ed è noto che alcune associazioni di “volontariato” ricorrano a personale anziano o pensionato, ma la security non può essere un hobby. Il Ddl in esame in Parlamento, promosso dal sen. Balboni (FdI) prevedrebbe il riconoscimento del lavoro usurante per le guardie giurate, l’istituzione di un albo professionale e una distinzione normativa più chiara di quella attuale (peraltro raramente applicata) tra vigilanza armata e sorveglianza non armata.














