Vigilanza Privata: UNIV si rinnova nel segno della semplificazione

Luigi-GabrieleDopo un lunghissimo mandato di Piergiulio Petrone, il testimone della Presidenza UNIV, Unione Nazionale Istituti di Vigilanza, passa a Luigi Gabriele, con una svolta che sembra segnare un primo passo nella strada della semplificazione. Altri movimenti associativi e confederali sono peraltro in atto e preludono ad un deciso cambio di assetto che potrebbe incidere sui pesi associativi. Novità sul fronte normativo fanno infine pensare ad un momento di reale ascolto da parte del legislatore, se non altro europeo. Ne abbiamo parlato con Luigi Gabriele, neo Presidente UNIV e Presidente di Federsicurezza.

Dopo un lunghissimo mandato di Piergiulio Petrone, il testimone della Presidenza UNIV passa allo stesso Presidente di Federsicurezza. Che significato politico ha questa svolta?

La svolta è avvenuta nel segno della continuità, dal momento che il Past President Piergiulio Petrone, che ringraziamo di cuore per l’impegno profuso in tutti questi anni, resta nell’Esecutivo UNIV. Preciso peraltro che sarebbe stato impossibile rinnovarlo nuovamente alla Presidenza anche per ragioni squisitamente statutarie.
Tanto premesso, si è però senz’altro voluto dare al settore un segnale: quello di un nuovo passo che istradi l’intera struttura federale verso un graduale processo di semplificazione associativa.
Questo è peraltro un obiettivo che mi sono posto per il mio mandato e che si allarga anche ad altre compagini di rappresentanza.

Cosa e chi rappresenta oggi l’UNIV?

UNIV è un’Associazione storica della vigilanza privata: ha vissuto alterni momenti di densità associativa, restando comunque sempre protagonista sulla scena associativa nazionale di settore.
Nuovi importanti movimenti associativi stanno riportando in vetta l’Associazione anche sul fronte meramente numerico, accrescendone ulteriormente il peso specifico e politico. Chiusa infine la questione contrattuale ed essenzialmente rasserenato il fronte bilaterale, l’UNIV si può muovere ora in una clima di rinnovata distensione politica, che permetterà di valutare nuovi riassetti.

Tra i nuovi riassetti in itinere, si annovera anche la neonata compagine confederale che assomma le principali associazioni per la sicurezza non armata. Come si concilia il suo nuovo incarico di rappresentanza nella vigilanza privata con la partecipazione a quel tavolo?

Per Federsicurezza, la partecipazione a quel tavolo è un osservatorio politico di estremo interesse, essendo qualsiasi sistema federale per sua natura volto a trovare punti di sintesi e di coagulazione tra realtà associative diverse. La Presidenza in UNIV, per converso, mi consente di svolgere una funzione di ponte e di mediazione tra realtà che non devono essere necessariamente contrapposte.
In un quadro ideale di semplificazione, nemmeno la questione contrattuale risulta inconciliabile, considerato che l’attuale CCNL per la vigilanza e i servizi fiduciari scade a dicembre 2015, riportando a breve sul piatto il tema della filiera della sicurezza che da sempre sostengo. Filiera che lo stesso ministero sembra ora voler normare, passando per il “portone europeo”.

Si può spiegare meglio?

Il Prefetto Marco Valentini, Direttore dell’Ufficio per Amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza presso il Ministero dell’Interno, ha preso in seria considerazione la lettera inviata all’Amministrazione da Federsicurezza sulle nuove opportunità di produzione di sicurezza che potrebbero nascere da una precisa normazione delle non poche figure “borderline” già ora operanti – più o meno lecitamente – sul mercato.

Lettera FederSicurezza Novembre 2013-1
Lettera FederSicurezza Novembre 2013-1
Lettera_FederSicurezza_novembre_2013-1.pdf
136.8 KiB
314 Downloads
Dettagli

Poiché Federsicurezza è l’unico rappresentante italiano in seno al CoEss, Confederation of European Security Services, si è interessata alla questione l’Eurodeputata Erminia Mazzoni (NCD), molto vicina ad ministro Angelino Alfano. Nelle more, il Prefetto Valentini ha convocato Federsicurezza per affrontare la questione della vigilanza privata e delle molteplici figure che operano senza un preciso inquadramento per imprimere una svolta normativa ad una problematica che non solo falsa il nostro mercato interno, ma ostacola anche la libera concorrenza delle nostre imprese nel più ampio mercato europeo.

Grandi movimenti in vista, dunque?

Me lo auguro per il settore nella sua interezza: dalla vigilanza privata alla sicurezza non armata, passando per i contractor e la tutela personale. La normazione è il primo passo verso la semplificazione e la costruzione di una scacchiera competitiva equa, che premi la qualità e la serietà dei servizi. Seppur con prerogative diverse, tutte queste figure contribuiscono a produrre sicurezza nel sistema paese e meritano eguale rispetto e dignità normativa.