DPI anti Covid: il credito d’imposta scende dal 60% al 15%. No della vigilanza privata

Poco più del 15%:  questo il credito d’imposta per le spese di sanificazione e acquisto dei DPI anti Covid che risulta dal rapporto tra gli importi richiesti al 7 settembre 2020 ed il limite di spesa di 200 milioni. Un credito irrisorio, che permetterà alle imprese di recuperare forse un sesto di quanto speso, rammenta Luigi Gabriele – Presidente di UNIV – Unione Nazionale Imprese di Vigilanza Privata. “Le nostre imprese – dichiara Gabriele – hanno erogato servizi sin dalle ore più dure dell’emergenza, esponendo i lavoratori ad un alto rischio di contagio quando c’erano enormi problemi di reperibilità dei DPI: si aspettavano che il fondo per le spese di sanificazione coprisse (come da legge di rilancio) il 60% delle spese sostenute. E’ chiaro che il limite massimo di 200 milioni di euro risulta essere insufficiente, visto che gli importi richiesti già oggi superano i 1.200.000 euro: occorre un urgente rifinanziamento”.

I beneficiari possono scegliere se utilizzare il credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi oppure in compensazione con modello F24.
In alternativa, possono optare per la cessione, anche parziale, del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari. L’opzione può essere esercitata fino al 31 dicembre 2021.

Provvedimento 11/09/2020
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