Decreto sulla capacità tecnica sospeso per malattia

20 Nov 2010

di Ilaria Garaffoni

ambulanza

In questo mestiere c’è sempre il rischio di fare l’uccello del malaugurio.
Però qualcuno deve pur dirlo che il sospirato decreto ministeriale sulla capacità tecnica (il primo decreto attuativo della riforma avviata con il dPR 153/2008) è fermo al Consiglio di Stato da otto mesi “perché il presidente della commissione ha avuto un malore”. Ora, benché gli otto mesi d’attesa non dipendano ovviamente solo dalla cagionevolezza di un rappresentante dell’Alto Consesso (al quale vanno peraltro i nostri sinceri auguri di pronta guarigione), v’è comunque da chiedersi come possa andare avanti un paese se una legge si ferma per la malattia di un suo funzionario.

Eppure proprio questo ci hanno detto in fiera a Milano i rappresentanti del ministero dell’Interno. Ora, a parte i risvolti di involontaria comicità che sta assumendo la vicenda, la questione è seria, dal momento che la brusca accelerazione della crisi di governo delle ultime ore suggerisce di accorciare il più possibile i tempi di emanazione di qualsiasi decreto. Insomma, non vorremmo che il parere del Consiglio di Stato (che i soliti bene informati giurano essere positivo) arrivasse a governo caduto e si dovesse rifare tutto da capo. Ricordiamo che si tratta di un decreto di alta complessità tecnica, fortemente condiviso, bipartisan, bilaterale, biunivoco e chi più ne ha ne metta. Ricordiamo soprattutto che si tratta di un decreto chiave per la riforma, perché definisce i requisiti minimi che le aziende devono possedere per operare sul mercato, creando il primo sbarramento alle realtà che non possono fornire servizi di qualità accettabile. Ricordiamo infine che si tratta di un decreto dalla portata potenzialmente epocale per la vigilanza privata, che potrebbe contrarre il mercato a meno del 50% delle attuali licenze.

 

Ma questo ovviamente potrà accadere solo se non cade il Governo.
E sempre che il presidente della Commissione del Consiglio di Stato si riprenda rapidamente.
E ammesso che il decreto non si fermi di nuovo perché l’usciere del Viminale ha un’unghia incarnita.
Suggeriamo un check-up generale per tutti.

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