Vigilanza Privata: per riscrivere le regole serve una rappresentatività forte

11 Dic 2015

di Ilaria Garaffoni

federsicurezza-milano“Non siamo ancora fuori dal guado, ma alcuni segnali – ancorché piccoli – ci fanno ben sperare per il 2016”. Lo ha dichiarato Renato Borghi, Vice Presidente di Confcommercio, al convegno di FederSicurezza dello scorso 26 Novembre a Milano. Tali segnali potrebbero essere anche più forti, ha continuato Borghi, se la politica fosse maggiormente sensibile ad interrompere quel cortocircuito tra debito pubblico e imposizione fiscale che sta ancora frenando la ripresa. Borghi si è soffermato in proposito sul titolo del convegno “Riscrivere assieme le regole per rilanciare la competitività della vigilanza privata”, ed in particolare sull’avverbio assieme, “che può significare molto in una grande casa confederale come quella di Confcommercio. Più siamo e più ci facciamo ascoltare. Noi di Confcommercio abbiamo già messo a bilancio una riserva per le Federazioni che vogliono crescere”. Una dichiarazione che non è ovviamente passata inosservata: il Presidente di Federsicurezza, Luigi Gabriele, ci ha subito messo il cappellino richiamando la necessità di costruire un sistema rappresentativo forte anche sulle varie figure normate, diverse dalla vigilanza, che insistono sotto l’ombrello dell’art. 134 del TULPS.
“Il 30 novembre si terrà un incontro con le Associazioni maggiormente rappresentative del settore per dar vita ad un Codice di condotta per la sicurezza nelle discoteche: si può partire da lì per dar vita ad una Consulta della Sicurezza”, ha dichiarato Gabriele. “L’importante è non lasciare nell’ombra delle attività che hanno bisogno di regole e che contano oltre 100.000 addetti, che si aggiungono ad un sommerso ancor più rilevante”.

“Le regole sono il vero motore di ogni forma di sviluppo”, ha ricordato Vincenzo Acunzo, responsabile Unità Operativa Vigilanza Privata presso il ministero dell’Interno.
“Nella vigilanza siamo partiti da un’assenza totale di regole per arrivare a costruire un impianto che richiede maggiore specializzazione e qualità alle imprese e al contempo garantisce sicurezza per le guardie giurate. Lo stesso tipo di specializzazione è ora richiesta nell’espletare i controlli alle Prefetture, che possono tuttavia avvalersi del qualificato ausilio degli enti di certificazione”.

Le regole erano anche al centro dell’intervento dell’Avvocato Amministrativista Massimiliano Brugnoletti, che ha tratteggiato le novità in materia di appalti di cui i settori labour intensive potrebbero beneficiare (partendo dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa). Il condizionale però è d’obbligo, visto che la legge delega, che detterà i principi di recepimento delle Direttive europee in materia, è ancora in terza lettura: se ne parlerà dunque nel 2016.

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