CCNL vigilanza privata: recesso Federsicurezza

02 Ago 2012

di Ilaria Garaffoni

Nella newsletter di Federsicurezza si formalizza il recesso dal CCNL della vigilanza privata.
Si chiude quindi un’era per un contratto scaduto ormai nel 2008. Forse – forse – se ne aprirà un’altra, ma per ora quel che si sa è che le guardie giurate continuano ad aspettare Godot.
Leggetevi la newsletter inviata dal Presidente di Federsicurezza agli istituti di Vigilanza Privata associati, anche per avere una cronistoria (ovviamente dal loro punto di vista) di questa tormentata vicenda. Vicenda che pare ormai giunta al suo triste epilogo.

Agli associati Federsicurezza

Considerato l’arrivo del periodo normalmente feriale, riteniamo opportuno tentare un riepilogo della complessa vicenda del “rinnovo del CCNL di categoria”, o meglio dei tentativi di rinnovo dello stesso.

Ricordando che il testo vigente andava a scadere il 31 dicembre del 2008, premettiamo che il ritardo in partenza è ascrivibile anche alla non tempestiva presentazione delle richieste di rinnovo da parte delle OO.SS.

Le stesse hanno presentato tre distinte piattaforme, a seguito della mancata sottoscrizione da parte della CGIL dei protocolli del …2009 ed alla conseguente volontà diplomatica delle altre due organizzazioni di non “isolare” la Filcams.

La ritardata partenza ha comunque fatto registrare le notevoli difficoltà esistenti ed ostative all’individuazione di un percorso celere e condiviso, e tanto con riferimento ai punti cardine del confronto, cioè classificazione, cambio d’appalto, orario di lavoro-flessibilità, malattia ed altro.

In parallelo sono emerse differenze di impostazione in ordine alla così definita “area grigia”, vale a dire la definizione contrattuale del famigerato portierato.

Sul punto la posizione delle Associazioni che costituiscono Federsicurezza è stata fin dall’inizio chiara, ritenendo preferibile l’individuazione di uno strumento specifico che consentisse una precisa definizione di questo nuovo e crescente segmento di attività ed escludesse qualsiasi commistione con il comparto della Vigilanza.

In parallelo Federsicurezza ha iniziato a valutare la possibilità futura di un contratto di filiera che, salvaguardando le specificità, consentisse di regolamentare il sempre più vasto – e confuso – comparto della sicurezza, ovviamente con la salvaguardia della esclusività dei servizi di Vigilanza armata.

Tale ipotesi futura di lavoro, resa nota soltanto in ambito Confcommercio ed OO.SS. di riferimento, è stata diffusa, non si sa come, in ambito datoriale ed ha consentito all’Assiv in particolare, di iniziare un’attività di “interpretazione” del senso delle posizioni di Federsicurezza, interpretazione del tutto soggettiva e tendente, con assenso di parte dello schieramento sindacale, ad accreditare la volontà della Federazione di snaturare il comparto e di svilire contestualmente l’attività di Vigilanza.

Questa fantasiosa tesi ha determinato, nel tempo, la divaricazione delle posizioni tra Federsicurezza (e quindi Anivp Assvigilanza ed Univ), da un lato, e Assiv e rappresentanze della Cooperazione dall’altro, portando progressivamente queste ultime Associazioni a ritenere preferibile l’inclusione del “portierato” in un nuovo, evidentemente diverso CCNL, mentre l’insieme Federsicurezza riteneva preferibile valutare l’ipotesi di un autonomo CCNL per il nuovo segmento, avviando con la propria Associazione di riferimento, l’Anisi, insieme con l’Anivp e una nuova Associazione aderente al Sistema, Più Servizi, una separata trattativa con la Uiltucs per la definizione di un CCNL specifico per le tante nuove ed emergenti attività complementari a quella tradizionale e principale della Vigilanza armata.
La stessa, arrivata alla definizione di un’intelaiatura base, è stata correttamente sospesa al fine di non ingenerare ulteriori strumentali dubbi interpretativi.

Tralasciando vari passaggi intermedi, ad oggi permane la separazione delle delegazioni trattanti, determinata essenzialmente, fino a pochi giorni fa, dalla necessità di Assiv di sapere se Federsicurezza considera o meno il Decreto Maroni uno strumento intangibile e se Federsicurezza accetta di regolamentare con un unico strumento Vigilanza armata e … servizi fiduciari, nuova denominazione odierna dell’area grigia e/o del portierato.

Per questo Federsicurezza ha accettato di sottoporsi ad un ulteriore “check up” nello scorso mese di luglio, sostenendo che riconoscere validità al Decreto Maroni era cosa superflua e .. tautologica .. ed ha convenuto che, al fine di mantenere l’unità della categoria, poteva essere possibile arrivare alla definizione di uno strumento contrattuale modulare, con una parte specifica per la Vigilanza armata ed una, altrettanto specifica, per le altre tipologie di attività.

A fine check up Assiv si è simpaticamente riservata di rimettere la nostra cartella sanitaria al vaglio dei propri organi collegiali (altrettanto riteniamo volesse fare la Cooperazione), per poi confermare la auspicata possibile riunificazione dei tavoli.

Ad oggi nulla Federsicurezza ha saputo in ordine al responso degli organi Assiv-Cooperazione sulla stato delle propria salute ed  integrità, ma ha visto proseguire i lavori di quel tavolo con una forte accelerazione che, tra l’altro, ha spostato il tiro dal traguardo di un CCNL  modulare con salvaguardia delle specificità, ad un nuovo unico contratto con tutto disordinatamente dentro.

Per finire, un cenno al problema Indennità Vacanza Contrattuale, giusta retribuzione e quant’altro.

La presentazione di tre distinte piattaforme, in sostanza due, una per Cisl ed Uil ed una per Cgil, deriva dal fatto che quest’ultima si rifà ai Protocolli del 1993, le altre due a quelli del 2009.
Si trattava e si tratta quindi di decidere se il rinnovo andava preceduto ed accompagnato dall’indennità di vacanza contrattuale o meno, e se gli aumenti fossero da contrattare a libero mercato, o da contenere nell’ambito dell’indice IPCA.

Nel perdurare delle disquisizioni sul “sesso del portierato” sono partite le azioni giudiziali, apparentemente d’iniziativa privata, sostanzialmente spinte dal sindacato, le quali, pericolosamente, puntano in alcuni casi alla richiesta di pronuncia del Giudice su quale sia la “giusta retribuzione”.

Stanno arrivando le sentenze, ovviamente di condanna.
La proposta di Federsicurezza, già anticipata alle OO.SS., di definire con accordo centrale questa problematica e poi avviare davvero una seria trattativa di rinnovo, non è stata allo stato respinta né accettata, ma trattenuta in decisione, per mutuare il linguaggio delle aule di giustizia.

Da parte di Assiv – Cooperazione, nulla sul tema.

Federsicurezza infine ha anticipato alle OO.SS., e correttamente anche ad Assiv – Cooperazione, la propria intenzione, risolto o meno il problema del contenzioso giudiziale, di procedere al recesso unilaterale dal CCNL vigente per avviare una vera trattativa che dia finalmente al comparto uno strumento contrattuale moderno e rispondente al mutato quadro legislativo ed alla nuova ineludibile realtà di mercato.

Non si vuol fare terrorismo, si ricerca unicamente chiarezza e linearità di comportamenti, non potendo continuare a fingere che, per esempio, la legge ci ha tolto il famigerato Dlgs 66 e gli Uffici territoriali del Ministero del Lavoro, con anomala soddisfazione delle OO.SS., ce lo applicano.

Nella speranza di aver fornito utili elementi di valutazione e nell’augurare a tutti coloro che ne avranno la possibilità, qualche giorno di riposopiù che meritato, arrivederci a Settembre per un incontro collegiale che consenta la miglior informazione per tutti e l’adozione di una strategia condivisa.

A presto, con la massima cordialità.
Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza

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