Il Consiglio di Stato, interpellato dal Ministero dell’Interno sul possibile rilascio di licenza a guardie giurate che operino in regime di lavoro autonomo, ha detto sì. Con la controversa circolare del 17 Ottobre 2019 si apre dunque l’era delle gpg autonome (e dei relativi sindacati, già allo studio a quanto ne sappiamo). Al netto di ogni considerazione sul tentativo – in violazione del principio della gerarchia delle fonti – di abolire una norma di legge (il DM 269/2010) con una semplice circolare, la censura maggiore riguarda però il merito di questa scelta.
Se finora solo chi vantava un rapporto di lavoro dipendente con un Istituto di Vigilanza poteva essere nominato Guardia Giurata, con questa circolare si apre infatti il mercato a chiunque. Con quale qualità dei servizi? Con quale formazione? Con quale sicurezza per la guardia, per i clienti e per la società? Con quale certificazione? Con quale centrale operativa?

Inutile elencare i rischi di un mancato controllo dell’autorità tutoria (Prefetture e Questure già latitano a controllare anche delle corpose aziende del settore: figurarsi se controlleranno dei singoli).
Inutile indignarsi per la schizofrenia giuridica che attanaglia questo settore sin dai tempi delle compiante tariffe di legalità.
Inutile commentare che la circolare è uscita senza consultare i rappresentanti della categoria, perché questa prassi risulta ormai essere (purtroppo) consolidata.

Se si intende scardinare l’intero impianto di riforma messo in piedi nel 2008, lo si dica chiaro e tondo, e si evitino alle imprese costosi processi di certificazione di una qualità che chiunque, da adesso, potrà gettare alle ortiche. Col benestare del Ministero dell’Interno.

Circolare-del-17.10.2019
Circolare-del-17.10.2019
circolare-del-17.10.2019.pdf
Version: 17.10.2019
2.6 MiB
335 Downloads
Dettagli
Facebooktwitterpinterestlinkedintumblrmail
Network
Pagina  Facebook GooglePlus Twitter Linkedin Youtube RSS Mail
I Video
Video
Video