Rinnovo CCNL

L’ultimo CCNL è scaduto da due anni. Storia di una trattativa che sembra non finire mai.
Qualcosa non ti va giù? Scrivi alla redazione: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

Corsi e ricorsi storici. Nella contrattazione di categoria ciclicamente si ripropongono dei temi cardine: uno di questi è la corretta collocazione dei benedetti servizi fiduciari. Dentro o fuori al CCNL della vigilanza privata? Se devono stare dentro, perché non infilarci pure altre funzioni e professionalità? Ma se poi stanno tutte dentro al contratto, non si finirà per inquinare la natura – e il costo del lavoro – della stessa guardia giurata? E se invece i servizi fiduciari devono stare fuori dal contratto della vigilanza, lo stesso non diverrà poi poco competitivo rispetto ad altri contratti presi strumentalmente a prestito vola a volta? Non sono domande oziose, poiché nel corso degli anni queste strade si sono provate tutte, spesso facendosi molto male. L’unico ancoraggio sicuro è che i bandi per le grandi committenze, anche pubbliche, richiedono quasi sempre dei servizi di sicurezza “integrati”. Continua a leggere

Innovazione sembra essere la parola d’ordine al tavolo del rinnovo del contratto collettivo del settore vigilanza privata e sicurezza. I sindacati confederali Filcams-CGIL , Fisascat-UIL e Uiltucs-UIL, seduti nuovamente allo stesso tavolo dopo anni di frizioni, hanno infatti  sottolineato l’importanza del contratto  quale strumento centrale di regolazione del settore, ma anche la necessità di rinnovarne i contenuti per aderire ai nuovi scenari che l’evoluzione normativa, e lo stesso mercato, hanno aperto negli ultimi anni. Per essere strumento di competitività, il contratto deve infatti fotografare un mercato – e con esso la pletora di soggetti che vi operano – aderente all’oggi: da qui l’apertura della sfera applicativa del contratto anche ad altre figure che, a vario titolo, appartengono alla filiera della sicurezza. Parliamo di attività comunque strettamente riconducibili alla gestione della sicurezza e che dovranno godere di un quadro applicativo unitario all’interno del quale distinguere ciascuna mansione per specificità. Continua a leggere

striscione_contratto2Come annunciato, il 29 settembre a Roma ha avuto luogo, in un clima disteso e collaborativo, il primo incontro del tavolo di rinnovo del CCNL. In delegazione plenaria, le rappresentanze sindacali e del mondo delle imprese hanno dibattuto la Piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro vigilanza privata e servizi fiduciari. Tra i punti nodali: nuove figure professionali da includere nell’ambito di applicazione di un CCNL che ricomponga ad unum la filiera della sicurezza. Continua a leggere

ccnl2Il 29 settembre 2016 a Roma si terrà l’incontro tra le Associazioni di categoria e le OO.SS. del settore della vigilanza privata, con partecipazione della delegazione plenaria, per la presentazione della Piattaforma per il rinnovo del CCNL vigilanza privata e servizi fiduciari. Una piattaforma, quella presentata da Filcams-CGIL, Fisascat- CISL e Uiltucs-UIL (nuovamente – è da segnalare – in formazione unitaria), che contiene spunti interessanti sotto il profilo dell’ammodernamento delle regole di settore, oltre ad una richiesta di incremento retributivo di 125 euro al IV livello. Continua a leggere

Si era parlato di CCNL applicabile e maggiore rappresentatività già all’ultima riunione del Tavolo di consultazione della vigilanza privata presso il Ministero dell’Interno e ne era scaturita una Circolare a firma del Capo della Polizia che specificava che, anche ai fini della certificazione del nostro settore, fosse necessaria l’applicazione del contratto di lavoro maggiormente rappresentativo. Un’ulteriore conferma giunge dal Ministero del Lavoro, che in una nota richiama le autorità territoriali del lavoro a verificare il rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative anche nel settore appalti pubblici.
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