Rinnovo CCNL

L’ultimo CCNL è scaduto da due anni. Storia di una trattativa che sembra non finire mai.
Qualcosa non ti va giù? Scrivi alla redazione: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

Negativo il giudizio di UILTUCS-UIL sulla due giorni di negoziato per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata della settimana prima di Pasqua. Due i temi forti in discussione: il sistema di classificazione e il cambio di appalto. Quanto alla classificazione, non pare essere stata pienamente accolta la proposta sindacale di nuovo inquadramento articolato per Aree Professionali (Area Amministrativa/Commerciale/Supporto – Area Vigilanza – Area Sicurezza) e su 7 livelli con relativi profili professionali. Stando al comunicato Uiltucs, le Associazioni datoriali vorrebbero una suddivisione formale più evidente tra i  settori.
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Dopo le due tornate di sciopero, riparte il confronto per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata sulla base della proposta della classificazione unica: i sindacati chiedono cioè di suddividere le attività lavorative in tre aree professionali (amministrativa, personale decretato, personale non decretato) e di definire profili specifici per ciascuna di esse, nell’ambito però di uno schema unico per livelli di inquadramento e di retribuzione. Questa impostazione – si legge in un comunicato a firma Uiltucs – UIL – sarebbe coerente con il modello tradizionale dei CCNL e dovrebbe superare il dualismo creato con il CCNL del 2013. Il tutto nella consapevolezza che le differenze allora create saranno difficilmente superabili (dal punto di vista salariale) in una sola fase negoziale. Continua a leggere

Se dentro al Parlamento si è a lungo gridato “onestà”,  davanti al Parlamento il 27 Marzo scorso si è gridato “dignità”. Sono state le guardie giurate a chiedere attenzione e rispetto della categoria in una manifestazione firmata AGRI – Associazione delle Guardie Riunite Italiane. Il vertice dell’Associazione, Massimo Raffi, ha chiesto l’apertura di un’interrogazione parlamentare a modifica dell’attuale riforma, ritenuta insoddisfacente, ed a contrasto dello sconfinamento di altre figure professionali nell’ambito di competenza delle guardie giurate. Continua a leggere

orario_di_lavoroIl 31 gennaio scorso il M5S ha depositato in Commissione Lavoro una risoluzione, a firma On. Jessica Costanzo, per impegnare il Governo a dar vita ad un tavolo di confronto sul rinnovo del CCNL della vigilanza privata, con particolare focus sulla disciplina dell‘orario di lavoro della guardie giurate. Tale disciplina, è bene ricordarlo, in deroga alla normativa europea, esula dall’alveo di applicazione del DL 66/2003, rimandando al contratto nazionale di lavoro la regolamentazione dell’orario di lavoro. Continua a leggere

A.G.R.I. – Associazione Guardie riunite d’Italia – indice una manifestazione per il 13 Febbraio 2019 in Piazza Esquilino a Roma per richiamare l’attenzione sulle condizioni in cui versano gli operatori della vigilanza privata. Nell’assoluto immobilismo degli enti di tutela – si legge nel comunicato stampa AGRI – si è continuato a perseguire “vecchie logiche della rappresentanza, sottoscrivendo un contratto nazionale peggiorativo e ben lontano dall’evoluzione richiesta a livello giuridico e sociale. Un’evoluzione – specifica il comunicato – non solo tecnica e/o strumentale, ma soprattutto cognitiva, ossia nella capacità di conformarsi alle esigenze delle realtà produttive e nel bilanciamento tra competenze e competitività, per interpretare correttamente i bisogni di sicurezza privata e complementari alle forze di Polizia.  Continua a leggere

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