Gli operatori fiduciari non sono guardie giurate ma neanche portieri

Riceviamo e pubblichiamo un’interessante Lettera al Direttore che contesta questo nostro articolo. Siamo perfettamente d’accordo sul fatto che gli operatori fiduciari non siano la causa, bensì la più innocente vittima di questa strumentale confusione. Siamo molto spiacenti che sia passato questo messaggio o che l’articolo sia risultato offensivo per chi lavora: il nostro intento era denunciare le autorità del settore che non intervengono dinnanzi a palesi violazioni della normativa, ma anche i tribunali che decidono in modo randomico, e soprattutto le imprese che marciano sull’equivoco sulla pelle dei lavoratori. Imprese che a loro volta dicono che i clienti vogliono spendere sempre meno e che non hanno alternative. Una situazione senza apparente soluzione, dunque? A nostro avviso, basterebbe applicare le norme. Per intanto, grazie di aver fatto sentire la Sua voce obliqua.

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CCNL Vigilanza Privata: nulla di fatto, con qualche spiraglio

Apparente nulla di fatto, seppur con qualche luce all’orizzonte, per l’ultimo incontro tra le parti sociali per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Nelle intenzioni, si legge in un comunicato UILTUCS-UIL, l’appuntamento doveva appurare la volontà di giungere ad un accordo in tempi brevi, tenuto conto che – a parte il salario – tutti gli argomenti erano stati approfonditi in 5 anni di trattative. “L’approccio delle Associazioni Datoriali – continua però il comunicato – è stato negativo: di fatto, un arretramento su Classificazione unica, Cambio di appalto, secondo livello di contrattazione e l’affermazione che – data l’emergenza in atto – i margini economici per un adeguamento salariale sono ridottissimi. La discussione ha vissuto momenti di difficoltà ma la conclusione lascia aperto uno spiraglio che, a questo punto, riteniamo vada esplorato fino in fondo”.

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Cosa sta distruggendo la Vigilanza Privata?

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera al Direttore per gli interessanti spunti suggeriti dall’autore, Gaetano Camarca (Brand Manager & Leadership Team Management). Rilanciamo gli stessi spunti ai lettori, ai rappresentanti sindacali dei lavoratori e della parte datoriale, alle guardie giurate e agli operatori fiduciari, alle imprese poco dimensionate ed ai grandi gruppi. Il finale della lettera è sibillino: qual è il vero neo che sta distruggendo la Vigilanza Privata, si chiede Camarca? Nostalgia delle tariffe di legalità? Voglia di una riforma più equa e trasversale? Voglia di rimettere in moto davvero, e con un buon olio, la macchina della sicurezza privata? Rispondete voi.

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Vigilanza Privata, rinnovo CCNL e lavoro usurante: il pensiero di Federsicurezza

Si moltiplicano sui social e non solo le critiche sulla gestione del rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza (a proposito: alzi la mano chi si è accorto della nuova definizione di “Servizi di sicurezza”, che sostituisce quella precedente di “servizi fiduciari”). Il tema si insinua in un momento di particolare focus del Governo in materia di politiche del lavoro: le importanti modifiche intervenute alle normative di settore durante le fasi più critiche dell’emergenza e l’annuncio di Conte della prossima fine di Quota 100, con tutte le implicazioni del caso in materia pensionistica, accendono il dibattito, soprattutto per attività certamente usuranti (ma non codificate come tali) come la vigilanza privata e il trasporto valori. Ne abbiamo parlato con Luigi Gabriele, Presidente di UNIV  e di Federsicurezza.

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Vigilanza Privata: rinnovo del CCNL secondo Uiltucs UIL

Il sindacato Uiltucs-UIL fa il punto sullo stato dell’arte in tema di rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza (si noti il cambio lessicale rispetto alla precedente dizione di Servizi fiduciari). In un comunicato diramato alla stampa si legge che “Nel corso del corrente mese si sono tenuti tre incontri per il Ccnl Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza, che hanno seguito il confronto ripreso nello scorso luglio. Obiettivo a suo tempo concordato era l’approfondimento di alcuni temi “centrali” del negoziato: classificazione, mercato del lavoro, orario di lavoro, salario. Sul primo argomento avevamo già constatato il sostanziale stallo rispetto all’ultima versione di testo discusso: pur avendo acquisito il principio di un sistema unico di classificazione, permane ancora irrisolta la collocazione di diverse figure professionali (es. sala conta).

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