Due CCNL per la vigilanza privata? Se la sbrogli il Ministero

10 Apr 2013

di Ilaria Garaffoni

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Due anni fa pubblicai un‘intervista doppia (Filcams – Federsicurezza) sul tema: portieri dentro o portieri fuori dal CCNL. Mi riferivo alla possibile regolamentazione nel contratto della vigilanza privata della pletora di figure che operano nei servizi fiduciari, ausiliari, integrati o che dir si voglia.
A distanza di due anni, gli scenari sono radicalmente cambiati ma la domanda è sempre la stessa, ed è stata anche motivo della rottura del tavolo di negoziazione, della firma di un’ipotesi di contratto per vigilanza privata che contiene anche gli operatori fiduciari e della quasi contestuale nascita un contratto separato per gli operatori disarmati. Ma ormai questa è storia.
Resta la domanda: portieri dentro o fuori?

Per Filcams, Fisascat e UGL, come pure per ASSIV e Cooperazione, la risposta è indubbiamente sì: meglio tenersi il nemico in casa per evitare deragliamenti e “recuperare le attività disarmate che sono andate alla deriva nella zona grigia, permettendo alle imprese di svendere sicurezza a prezzi da low cost. Occorre difendere la vigilanza privata, perché se continua così, finirà per morire” (Sabina Bigazzi, Filcams- CGIL).

Per Federsicurezza la risposta è invece sempre no: “non si possono mettere sullo stesso livello guardie giurate e portieri, che nulla hanno a che vedere con una vigilanza armata e qualificata, che peraltro richiede pesanti e costosi requisiti. Così facendo si presta solo il fianco ad indebite distorsioni – di cui la storia di settore è maestra” (Luigi Gabriele).

E mentre ASSIV e Cooperazione perfezionano un’ipotesi di accordo che contiene anche i servizi fiduciari (l’8 aprile sera parrebbe essere stato ratificato il testo definitivo), Federsicurezza prosegue le trattative con i sindacati per rinnovare il contratto collettivo nazionale, scaduto nel 2008, per “dipendenti da Istituti di vigilanza privata” (e solo per loro, esclusi dunque i servizi fiduciari).

La mancata condivisione dell’ipotesi di accordo da parte di UilTucs-Uil espone poi il settore ad un forte rischio vertenze per IVC, demansionamento ed una serie di altri problemi.

Si profila dunque seriamente la possibilità che si giunga alla ratifica di due distinti contratti di comparto.
Se così fosse, nascerebbero alcune difficoltà.
Quale contratto si dovrebbe tenere in considerazione per legittimare l’attività delle GPG?
Quale contratto dovrebbe esser preso a riferimento dall’Autorità tutoria per controllare la regolarità del servizio e l’integrale applicazione del contratto collettivo prevista dalla riforma?

Gabriele sembra possibilista: “due contratti sarebbero una iattura per tutti, quindi puntiamo a riunire le due facce della luna, ma non certo inserendo nel contratto delle qualifiche che non sono proprie della vigilanza, bensì dei servizi di portierato. I Ministeri del Lavoro e dell’Interno sono informati della situazione: se si arriverà a due contratti di comparto, starà ai Ministeri risolvere questa partita intricata”.

Il cerino potrebbe quindi restare in mano all’Amministrazione.

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