Vigilanza Privata: cambiare il salario per cambiare il settore?

Eh ma prima di alzare i salari dobbiamo poter marginalizzare nella vigilanza privata. Eh ma prima di aggredire nuovi mercati, bisogna aumentare la professionalità. Eh ma prima occorre combattere l’abusivismo. Eh ma prima bisogna cambiare le leggi sugli appalti, sulla formazione, sulla qualifica della guardia giurata e bla bla bla. Quante volte abbiamo sentito questi discorsi? Un lettore ci offre una visuale diversa: e se per arginare  il sottocosto dilagante, l’abusivismo e quant’altro lamentato dalle aziende, si partisse aumentando le retribuzioni e dando dignità ai lavoratori?

Egregio direttore,
non servono solo belle parole per raggiungere obiettivi, ma anche fatti.
Ritorno sull’annosa vicenda del rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata Credo che 7 anni di mancato rinnovo siano troppi, quando poi si afferma di voler incentivare la professionalitá ed altro.

Da conoscitore trentennale del settore, ho fatto lunghe considerazioni personali, dopo essere stato presente ai vari convegni in fiera dove erano presenti anche esponenti Istituzionali. Bellissime prospettive, parole ed intese per migliorare il settore, ma per quanto concerne le retribuzioni dei lavoratori ed i veri problemi in seno alle societá, non una parola.
Tutti cercano di bypassare il problema retribuzioni, consapevoli che le stesse sono in contrasto con l’art. 36 della Costituzione e ripeto della Costituzione.

Si é parlato di abusivismo ed altro di molto interessante, ma al centro dei discorsi c’é sempre e solo la volontá di incentivare formazione, sviluppo mercati esteri, certificazioni, nuovi adempimenti, riconoscimento della figura della GPG, ma di inversioni di tendenza in un mercato ormai allo sbando per tariffe e gare sottocosto che non coprono nemmeno il costo del lavoro, neanche l’ombra. E a farne le spese non possono essere i lavoratori.

In economia, per ribaltare un problema bisogna focalizzarsi su dei cardini: domanda, offerta, rivalutazione ed inversione di tendenza. Pertanto solo aumentando e rivalutando le retribuzioni e dando anche un po’ di dignitá ai lavoratori, si potrebbe avere un’inversione di tendenza al sottocosto dilagante e quant’altro reiterato dalle aziende.

L’obbiettivo non deve essere solo quello di innalzare gli adempimenti a carico delle imprese al fine di avvantaggiare solo i grossi competitor e perdendo forza lavoro, come avviene quasi sempre nei cambi di appalto ed in caso di vendita di rami d’azienda, ma quello di rimettere dei punti cardine al fine che tutti possano lavorare senza doverci rimettere, fallire ed indebitarsi.

Concludo dicendo: ricordatevi sempre di essere anche dalla parte dei piú deboli, quelli che si spaccano la schiena per far diventare grandi le aziende e che meritano di essere dignitosamente pagati, perché chi oggi state schiacciando potreste ritrovarvelo mentre voi state scendendo.

Cordiali saluti
Gaetano Camarca, Ex Manager